“Se qualcuno mette qualcosa io vado con la macchina e sfondo tutto”. La minaccia arriva direttamente dal sindaco Gianni Alemanno. Il primo cittadino della Capitale proprio non ha digerito l’ipotesi di far pagare un pedaggio sul Grande Raccordo Anulare, il grande anello stradale che ogni giorno è percorso da milioni di romani. Il Gra è solo una delle autostrade in cui il governo ha previsto l’introduzione di un pedaggio.
Alemanno è assolutamente contrario all’introduzione di una tassa da giovedì primo luglio. “Quello che il Ministero delle Infrastrutture sta decidendo è un aumento dei prezzi ai caselli autostradali di tutt’Italia – spiega il sindaco di Roma – ma il Grande Raccordo Anulare resterà libero da pedaggio, per cui i romani che lo utilizzano non dovranno pagare nulla”.
Anche il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, non prende neanche in considerazione l’idea di una tassa per uscire dal Gra. “Ho già espresso la mia contrarietà ieri – dichiara Polverini -. Per i cittadini del Lazio il Grande Raccordo Anulare è un tragitto di strada da percorrere per andare al lavoro o a scuola. Non è immaginabile un pedaggio”. E a chi le chiedeva se gli aumenti ai caselli potessero danneggiare che entra e esce dalla città, e in particolare le imprese, la governatrice ha risposto: “Questo riguarda tutto il Paese e non solo il Lazio. Importante è evitare che tutto questo si scarichi sul Gra”.
“A questo punto comincio a vedere un’ombra leghista che pesa su Roma perché è evidente che anche in questo atto su 26 caselli su cui viene proposto l’aumento del pedaggio, 9 sono su Roma. Il bilancio di quello che sta facendo questo governo per Roma e la sua area metropolitana è: più tasse e meno servizi e non è una cosa accettabile”. Il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti commenta duramente l’ipotesi di tassare gli automobilisti che transitano sul Gra.
“Stiamo facendo i conti – ha aggiunto Zingaretti – ma visto il volume di traffico la gran parte di questo prelievo fiscale da parte dello Stato nazionale sarà contro i romani e i pendolari, cioè contro coloro che sono costretti a prendere la macchina perché i treni non funzionano o sono stracolmi. Chi prenderà la macchina avrà un balzello in più. Le associazioni di consumatori parlano di un esborso di circa 300 euro l’anno che forse a qualche miliardario faranno ridere, ma che per una famiglia normale è un vero e proprio salasso”. Zingaretti ha poi annunciato che sta “sentendo gli amministratori del territorio e spero che tutti si uniscano per ribadire l’iniquità di questi provvedimenti”.
