Un colpo al cerchio e uno alla botte. È un Gianni Alemanno bifronte quello intervenuto a Radio24. Il sindaco di Roma infatti da una parte non nega la fondatezza dello slogan “Roma ladrona”, dall’altra stigmatizza la Lega sulla questione dei dialetti.
«Una Roma ladrona è esistita, era quella dei ministeri e della burocrazia. Contro di lei c’è anche il popolo di Roma in prima fila» – ha spiegato Alemanno – la città è fatta di cose diverse, di popolo e di gente».
Riferendosi alla Lega, Alemanno ha ribadito il suo pensiero sulla storia dei dialetti: «Sono cose fastidiose, le fesserie che ogni tanto vengono dette». Per Alemanno si tratta di «cose cretine e odiose che lasciano il tempo che trovano».
Dichiarazioni quelle di Alemanno su Roma ladrona che contraddicono quelle rilasciate dallo stesso sindaco la scorsa settimana: «Roma non è ladrona ma regala una parte del proprio gettito alla fiscalità d’Italia. Abbiamo dimostrato chiaramente che Roma non è ladrona anzi è in credito col resto d’Italia, la capitale non è mai stata ladrona».
