MILANO – Se c’è corruzione, il contratto si scioglie. Questa, ha spiegato il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, la novità più importante del protocollo d’intesa siglato al Viminale col ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Le società dell’Expo – ha aggiunto – dovranno prevedere queste regole per i loro bandi
“Una rivoluzione copernicana”, ha detto Cantone, che si avvale degli istituti giuridici
“nati per contrastare la mafia in funzione anticorruzione. Prima la risoluzione del contratto era legata all’omessa denuncia di un’estorsione”.
L’idea, che sottende alle Linee Guida contenute nel protocollo appena siglato,
“è quella di valorizzare il rapporto tra prefetture e l’Anac. Le prefetture diventano un ausilio per gli Enti locali che stanno incontrando enormi difficoltà ad applicare la legge anticorruzione (L. 90/2014) “.
Cantone ha quindi evidenziato che il protocollo chiarisce alcuni punti come quelli che riguardano
“il prefetto territorialmente competente a intervenire su un determinato appalto, le modalità di supporto agli Enti locali” (già previsto nella legge Severino)
“e i protocolli di legalità da sottoscrivere tra stazione appaltante e prefetto, con l’obbligo di risolvere il contratto in presenza di fatti corruttivi emersi in seguito a procedimenti giudiziari”.
L’Expo sarà il primo banco di prova delle nuove norme:
“Ho raccomandato alla società Expo di firmare subito il protocollo di legalità in modo che in tutti i bandi futuri sia prevista la risoluzione del contratto in presenza di fatti corruttivi: questa regola avrebbe evitato tanti problemi verificatisi finora”.
Cantone ha poi ricordato la norma sul commissariamento
“che consente al prefetto di intervenire per proseguire la realizzazione dell’opera pubblica evitando che il soggetto corruttore possa ottenere vantaggi economici dell’appalto illecitamente assegnato”.
L’obiettivo, ha spiegato Alfano, è quello di
“fermare in tempo i ladri e non bloccare le opere pubbliche. Una gara truccata è un attentato alla libera concorrenza e all’equilibrio del mercato, e quindi la prevenzione difende il bene del funzionamento del mercato senza il doping della corruzione”.