Alfano, la testa d'ariete di Berlusconi

ROMA – Da deputato di belle speranze a testa d'ariete di Silvio Berlusconi sulla giustizia: Angelino Alfano, agrigentino, classe 1970, e' stato ancora una volta promosso sul campo dal Cavaliere che lo vuole alla guida della segreteria politica del Pdl.

Non è la prima volta che Berlusconi dice di voler affidare il bastone del comando al suo Guardasigilli – chiamato in causa non più di un mese e mezzo fa come possibile successore del premier – che però si è sempre schermito forse anche per non scatenare le inevitabili gelosie di partito.

Alfano era già passato per 'miracolato' all'interno della stessa Forza Italia quando ascese all'incarico di ministro della giustizia nel maggio del 2008, ed entrando di diritto nel guinness dei primati come il più giovane Guardasigilli nella storia della Repubblica (solo 38 anni).

La sua iniziale timidezza, dovuta anche alla consapevolezza della responsabilità dell'incarico, ha lasciato subito il posto ad una fredda determinazione, quella che Silvio Berlusconi voleva da lui, diventando cosi' la testa d'ariete del premier sulla giustizia. Sposato, padre di due figli, ma soprattutto fedelissimo di Silvio Berlusconi con cui sembra avere una forma di telepatia traducendo in ddl, decreti o emendamenti i suoi desiderata.

Insomma non ci mette solo la faccia ma tutto se stesso per portare a termine una missione che secondo l'opposizione e' esclusivamente quella di partorire testi ad personam che facciano da scudo al premier e lo proteggano dai processi che lo riguardano. E il suo primo provvedimento come neoministro della Giustizia e' stato proprio il lodo che porta il suo nome, la legge approvata il 22 luglio 2008, che prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro piu' alte cariche dello stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato; è stata poi dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale nell'ottobre 2009.

Sorriso perenne sulle labbra, e nervi d'acciaio, Alfano è noto per il suo aplomb che però ha 'tradito' di recente quando in aula alla Camera, tra la sorpresa generale, ha gettato via come un frisbee la sua tessera per votare che e' andata a finire tra i banchi dell'Idv. Un moto d'ira contro il presidente della Camera che aveva stoppato le operazioni di voto 'tagliando' fuori i ministri ritardatari. Ora la nuova avventura nel partito. Per rimetterlo in sesto dopo la debacle delle amministrative e per prepararlo alle prossime sfide, non solo elettorali.

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luiss_smorgana