Alfano: “Ripensare struttura e funzioni del Csm”

angelino alfano

Dovrà essere “adeguatamente ripensata, la struttura, la composizione e la funzione del Consiglio superiore della magistratura ben oltre l’esigenza di innovarne il sistema elettorale che, come è noto, può essere modificato con legge ordinaria”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, concludendo il suo discorso al Senato.

“Occorre infatti restituire, in concreto, al Csm – aggiunge Alfano – la sua funzione di organo di garanzia superando ogni equivoco su una malintesa sua funzione rappresentativa che non pare coerente neppure con il disegno originario dei nostri padri costituenti e che, invece, si è insinuata spesso nella prassi consiliare”. Secondo il Guardasigilli occorre “garantire assoluta autonomia, separatezza ed esclusiva natura giurisdizionale, anche riguardo alla sua composizione, alla giustizia disciplinare in modo da evitare le negative conseguenze di una giurisdizione domestica”.

“La giustizia costa 8 miliardi di euro l’anno, cioé 30 milioni di euro per ogni giornata lavorativa. La giustizia italiana è dunque in crisi”, sottolinea  Alfano  nell’aula del Senato. Ilministro ha dato immediatamente alcune cifre: “5.625.057 i processi civili pendenti, con un aumento del 3% rispetto al 2008; 3.270.979 quelli penali, con una riduzione modesta rispetto all’anno precedente; 65.067 detenuti – di cui 24.152 stranieri – nelle 204 strutture penitenziarie; 20.959 minorenni segnalati dall’Autorità giudiziaria minorile agli Uffici di Servizio sociale per i minorenni, con una crescente incidenza dei fenomeni di devianza minorile straniera”.

“Questa enorme mole di lavoro, che non ha eguali negli altri paesi della Ue – ha proseguito il Guardasigilli – viene gestita da 9080 magistrati togati (6402 giudici e 2090 pm); 3513 giudici onorari; 40.456 unità di personale giudiziario; 1399 addetti al settore minorile; 46.662 dipendenti dell’amministrazione penitenziaria”. “Tra questi dipendenti – ha quindi riferito Alfano – ben 5.183 sono impegnati ad effettuare 28 milioni di notifiche manuali ogni anno – pari a 112.000 notifiche al giorno – di cui oltre la metà destinate agli avvocati”.

“Circa il 12% dei soli processi penati – ha detto ancora Alfano – viene rinviato per omessa o irregolare notifica e lo stesso processo penale brucia, in media, 80 milioni di euro ogni anno per dichiarare prescritti 170.000 processi (465 al giorno, festivi compresi”. “Oltre 30.000 cittadini hanno chiesto di essere indennizzato a causa dell’irragionevole durata del processo, ottenendo decine di milioni di euro di risarcimenti, con un trend di crescita delle richieste pari a 40% l’anno”. Fin qui “la diagnosi” della situazione; quanto alla “terapia” Alfano ha indicato tre azioni: “adozione di misure organizzative; innovazione legislative in materia ordinamentale che procedurale; previsione di un programma di impegni per il 2010”.

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