
Lo Stato c’è e la presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni, giunto a Cagliari per presiedere la riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, sta a testimoniarlo. Dopo l’attentato al sindaco di Ottana – ultimo dei 60 atti intimidatori contro amministratori locali dall’inizio dell’anno in Sardegna – e le conseguenti dimissioni, è questo il messaggio che Maroni ha voluto dare ai sardi. Accogliendo l’invito del presidente della Regione Ugo Cappellacci, il ministro è arrivato nell’isola per rassicurare cittadini e gli stessi sindaci vittime di attentati che ”questo fenomeno verrà sconfitto, perché siamo tutti uniti per contrastarlo. Se un sindaco viene colpito e lo Stato non reagisce – ha osservato Maroni – lui e i cittadini pensano che lo Stato non ci sia, invece noi siamo qui a dimostrare che lo Stato c’è. Non so quante volte un ministro dell’Interno sia venuto a Cagliari a presiedere una riunione di questo tipo, con tutte le forze di polizia, i prefetti sardi e la magistratura. Oggi a Cagliari inizia un percorso, come a Caserta due anni fa dopo la strage dei sei cittadini extracomunitari. E’ una prima riunione, per capire la natura di questi fenomeni, la sua specificita’, e decidere poi le misure da mettere in campo, il che non vuol dire necessariamente mandare l’Esercito o piu’ investigatori”.
La giornata di Maroni a Cagliari è cominciata poco dopo le 10 con l’arrivo a Villa Devoto, sede di rappresentanza della Giunta regionale, per un primo incontro con il governatore Ugo Cappellacci, il presidente dell’Anci Sardegna, Tore Cherchi e il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga (unico esponente sardo del governo). Successivamente il ministro dell’Interno si è recato in Prefettura per il vertice delle forze di polizia a cui hanno preso parte il capo della Polizia, Antonio Manganelli, il comandante generale dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, il comandante generale della Guardia di Finanza Nino Di Paolo, il procuratore generale della Corte d’Appello Ettore Angioni e il procuratore distrettuale antimafia Mauro Mura. ”I dati sono positivi, confortanti – ha commentato al termine Maroni – nei primi 6 mesi dell’anno rispetto al 2009 in Sardegna c’è stato un calo generalizzato dei delitti di quasi il 6%, con cali vistosi per quanto riguarda le rapine, -27% e le estorsioni, -15%. Ciò significa che il sistema del contrasto alla criminalità funziona, anche se c’è sempre modo di potenziarlo. Per quanto riguarda gli attentati agli amministratori nel 2010 sono stati 60: 23 nella provincia di Cagliari, 22 in quella di Nuoro, 9 a Oristano e 6 a Sassari. E’ un fenomeno significativo, che desta allarme e che vogliamo contrastare e le cause sono da ricondursi nel malessere sociale derivante dalla crisi più che da atti legati alla presenza di criminalità organizzata, come avviene in Calabria, Campania o Sicilia”.
Alla prima riunione di Villa Devoto era stato invitato anche il sindaco di Ottana, Giampaolo Marras, dimissionario dopo l’attentato subito nella sua abitazione il 23 settembre scorso. Ma ha preferito non recarsi a Cagliari inviando però una lettera a Maroni. ”Mi dispiace che non sia venuto, non so, avrà avuto di meglio da fare”, ha commentato il ministro. Ma in una lettera il sindaco dopo aver spiegato di essere stato: ”costretto a dismettere il mandato a seguito di gravi attentati alla incolumita’ della mia famiglia” – aggiunge – ”gli accadimenti e lo stato d’animo di sconforto non mi consentono di poterla incontrare”. Il ministro durante l’incontro ha voluto rilevare di essersi recato di persona in Sardegna: ”di solito – ha detto – ”quando c’è un allarme il ministro convoca nel suo ufficio qualcuno, io invece sono venuto qui per analizzare tutti gli episodi di criminalità avvenuti in Sardegna. Il presidente dell’Anci ha proposto di fare una assemblea, alla mia presenza, con tutti i sindaci e io sono disponibile a farla. Per me i sindaci rappresentano l’espressione più importante della sovranità popolare e quando un sindaco si dimette perché teme per la propria vita è sempre un grande dolore”.
