Amministrative: il 6 e 7 maggio si vota in mille comuni

ROMA – E' stato fissato dal Consiglio dei ministri per il prossimo 6 e 7 maggio l'appuntamento di primavera per il rinnovo di circa mille amministrazioni comunali. Ad essere chiamati alle urne saranno circa 9 milioni di elettori in 994 comuni, 167 con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, di cui 27 capoluogo, e 827 comuni inferiori, fra cui 1 comune capoluogo.

Il turno di ballottaggio e' fissato per due settimane dopo, il 20 e 21 maggio. Ovviamente il numero dei Comuni potra' aumentare, nei prossimi giorni, per effetto di eventuali scioglimenti di Consigli comunali che si potrebbero ancora verificare.

I Comuni capoluogo chiamati al rinnovo sono: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Verona, Gorizia, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, L'Aquila,Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani, Catanzaro, Agrigento, Palermo, Trapani, Oristano, Lanusei.

Per evitare l'apertura degli uffici comunali nei giorni di Pasqua e Pasquetta, l'esecutivo ha anche previsto che la presentazione delle liste avvenga in anticipo (dalle ore 8 del 34° giorno alle ore 12 del 33° giorno antecedenti la data di votazione), con risparmi per la finanza pubblica. Inoltre ai Comuni che andranno al voto saranno applicate le nuove norme in materia di contenimento delle spese degli enti locali, che prevedono la riduzione di circa il 20% del numero dei consiglieri e degli assessori comunali.

Non si terranno invece – per effetto delle decisioni che riguardano le Province contenute dal decreto Salva Italia – le elezioni provinciali nelle Province che avrebbero dovuto rinnovare gli organi amministrativi, o meglio sara' cosi', sicuramente, nelle sei Province (Como, Belluno, Vicenza, Genova, La Spezia e Ancona) che si trovano in Regioni a statuto ordinario. Nelle due Province siciliane (Caltanissetta e Ragusa) e in quella sarda di Cagliari, la situazione e' piu' ingarbugliata: ieri la giunta regionale della Regione Siciliana – la quale ha stabilito che anche in Sicilia si votera' il 6 e 7 maggio – ha incluso nel rinnovo anche le due Province di Caltanissetta e Ragusa.

In realta', secondo il Viminale, per le tre Province le due Regioni a Statuto Speciale dovrebbero, con una propria normativa, adeguare le modalita' di elezione a quanto previsto dal decreto Salva Italia entro sei mesi dall'entrata in vigore della nuova normativa.

Nella Regione Siciliana, in commissione Affari Istituzionali, le proposte in discussione sono almeno due: la prima prevede di recepire integralmente quanto stabilito dalle norme contenute nel decreto 'Salva Italia', la seconda sopprime le attuali Province per dare vita a liberi consorzi. Il dibattito e' aperto e tra l'altro, a partire dal 20 marzo, l'Assemblea siciliana sara' assorbita dall'esame del Bilancio e avra' presumibilmente poco tempo per occuparsi anche della questione Province. Per cui e' piu' che probabile che, se l'Assemblea regionale non legiferera' in tempo, si andra' – il 6 e 7 maggio – al voto come ai 'vecchi tempi'.

In Sardegna per il momento e' ancora tutto da decidere, anche perche' la Regione non ha ancora dato alcuna indicazione riguardo ad eventuali elezioni. L'amministrazione provinciale di Cagliari attualmente e' retta da Angela Quaquero (ex vicepresidente della giunta provinciale) da quando il presidente eletto, Graziano Milia, e' decaduto per aver ricevuto una condanna in via definitiva.

Attualmente, una proposta che e' stata presentata alla commissione Riforme del Consiglio regionale, fissa la scadenza naturale dell'amministrazione provinciale al 2015, ma su essa grava l'incognita di un possibile commissariamento dell' ente provinciale, dopo l'uscita di scena di Milia. E a tutto questo si aggiunge che il 10 giugno prossimo in Sardegna si svolgera' un referendum con 10 quesiti referendari, uno dei quali prevede proprio l'abolizione delle Province.

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Maria Elena Perrero