da: Il Giornale
Leggendo l’intervista a Guido Rossi di Daniele Manca sul Corriere della Sera si ha per molti paragrafi l’impressione del già visto, i soliti giudizi sprezzanti sul «marketing» berlusconiano (nel caso conditi anche da un po’ di anti-obamismo). Nelle parole del professore c’è persino qualche tocco di snobismo montezemoliano sull’opportunità dell’astensionismo quando gli elettori non sono più cittadini ma miserabili clienti. Però nel corso della conversazione ci si imbattè anche in una vera bomba: una critica esplicita, assai ben motivata e articolata, a precisi comportamenti della magistratura che finisce per avere un suo bel ruolo nel disordine presente.
Secondo un’analisi rossiana assai precisa e ficcante le minacce di pm e gip di commissariare Sparkle Telecom Italia e Fastweb costituirebbero un comportamento aberrante. Queste considerazioni arrivano dopo che anche il Financial Times si era accorto di procedimenti «penali» verso alcune delle maggiori banche per il caso dei derivati del Comune di Milano, accusati dal quotidiano inglese di essere singolari in punta di diritto. Certo era impossibile che una personalità come Rossi che è stata a lungo e in prima fila nella linea dell’opinionismo giustizialista avesse…