ROMA, 19 DIC – ''Non possiamo mettere in dubbio che l'Unione europea stia attraversando un momento difficile. Ma proprio per questo credo sia oggi il tempo giusto per fermarsi a riflettere: partendo dalla constatazione che, nonostante le difficolta', quella intrapresa era e resta la strada giusta''. Lo scrive Giulio Andreotti, in un editoriale pubblicato sul prossimo numero del mensile '30 giorni' in edicola e libreria dal prossimo 21 dicembre che il senatore a vita dirige. ''Nessuno pensava che il percorso verso l'Unione fosse una strada disseminata di fiori e di facili traguardi'', aggiunge.
''In cinquantaquattro anni si e' avuto uno sviluppo superiore alle previsioni piu' rosee, nonostante le non rare parentesi di cosiddetto europessimismo e l'azione dei globuli autarchici molto forti nel sistema dei singoli Paesi'', continua.
''Contrapporre, come e' stato fatto, l'Europa dei ragionieri e dei banchieri a quella della politica e' un esercizio sbagliato, perche' far quadrare i conti e' di per se' una delle piu' alte operazioni politiche'', scrive Andreotti. ''Ricordo che uno degli artefici dell'accordo di Maastricht fu il 'banchiere' Guido Carli. E tra l'altro anche allora ci fu chi mise in dubbio che l'Italia avesse la possibilita' di raggiungere i parametri richiesti''.
''Anche lamentarsi per temuti accordi speciali tra Parigi e Berlino – avverte – e' fuorviante e dannoso, perche' non dobbiamo creare manie di persecuzione antitaliana e perche' i governi passano ma la grande politica estera rimane''.''Noi piu' anziani, che avemmo la ventura di partecipare all'entusiasmo degli inizi, fronteggiando contrarieta' e scetticismi tanto diffusi, dobbiamo esortare a continuare a credere nella positivita' di un'Europa unita''.
