
ROMA – Potrebbe dimettersi Anna Maria Cancellieri. Lo dice lei stessa, esplicitamente, in conferenza stampa a Strasburgo rispondendo ai giornalisti in un discorso che anticipa quello che pronuncerà martedì in Parlamento: “Se il Paese me lo chiederà farò un passo indietro”.
Cancellieri entra nel merito delle telefonate contestate, quelle in cui dice ai Ligresti “sono a vostra disposizione”: “Non mi sarei mai permessa di intervenire sulla magistratura, sono falsità che andranno chiarite punto per punto”.
E, nello specifico, su Giulia Ligresti dice: “Non mi sono mai occupata di scarcerazione, è una falsità , non ho mai fatto nulla che non sia un mio preciso compito: non è mai successo che il Dap intervenisse per una scarcerazione. Chi dice questo è falso, bugiardo e ignorante”.
“A me interessa solo che la verità emerga, poi se la politica fa la sua strade la faccia, ma non strumentalizzando me”.
Preferisce che le polemiche che hanno investito il figlio, Pier Giorgio Peluso, restino fuori dalla sua vicenda: “Non ritengo che mio figlio c’entri molto in questa vicenda quindi non so se farò un accenno domani nell’informativa in Aula”.
E sull’amicizia con i Ligresti: “Non sono mai venuta meno ai miei compiti per un mio amico: non lo farei per un amico e neppure per un fratello.Bisogna spiegare bene il concetto di amicizia: amicizia è una parola importante, a volte viene confusa con conoscenza che è un’altra cosa”, ha detto il ministro.
“Non ho mai negato di essere molto amica di Antonino Ligresti da 30 anni, è un amico di famiglia. Le altre possono essere conoscenze più o meno approfondite. E questa è una prima cosa da chiarire. C’è poi un’altra cosa da chiarire: è mai successo qualcosa in tanti anni della mia vita per cui si possa dire che sia venuta meno ai miei compiti per un mio amico? Non lo farei per un amico, neppure per un amico fraterno o per un fratello. Guardiamo ai fatti: per quelli voglio essere valutata, non per le ombre”.
Anna Maria Cancellieri difende il suo operato fornendo alcuni numeri: “In tre mesi ci sono stati 110 interventi. Una cinquantina sono della segreteria, altri miei personali. Ricordo uno di Padova, uno di Siracusa, uno di Roma, non ricordo i loro nomi. Noi abbiamo una struttura molto seria: so che fanno solo quello che è giusto fare”.
