ROMA – Azzollini è una persona che ha avuto guai con la legge e adesso sapere che ha un incarico di responsabilità in un’amministrazione pubblica… non mi è sembrata una cosa troppo bella, né troppo corretta”. Anna Sito, vedova del vicebrigadiere Antonio Custra che perse la vita negli scontri in via De Amicis a Milano del 1977, commenta cosi’, in un’intervista al Corriere della Sera, la nomina a capo di gabinetto del vicesindaco di Milano ricevuta da Maurizio Azzollini, condannato per coinvolgimento nell’omicidio.
”Azzollini è uno che ha fatto del male, anche se non e’ stato lui ad ammazzare mio marito. C’era, aveva in mano una pistola e sparava”, dice Sito. ”Mio marito non c’e’ più, portava una pistola per dovere, non ha sparato a nessuno ed e’ stato ammazzato. Questo e’ quello che conta”.
”E’ passato tanto tempo, lui ha pagato e a me non cambia niente sapere se e’ braccio destro del sindaco o di chiunque altro. Ma non e’ che per questo e’ passato tutto, almeno non per me”, prosegue la donna. ”Sono rimasta vedova a 21 anni e mezzo, incinta, ho cresciuto da sola una figlia che non ha mai visto suo padre. A questo punto tutti hanno pagato il conto con la giustizia, compreso l’assassino. Loro si riprendono vita e diritti e io son sempre qui, con l’amaro in bocca”.
Sito rifiuta la richiesta di un gesto di riconciliazione e di perdono avanzata da Azzollini. ”A che pro? Il danno fatto non si puo’ riparare. Penso che non ne varrebbe proprio la pena”, afferma. ”E’ arrivato il tempo che ognuno faccia i conti con la propria coscienza, da solo. E io sono arrivata alla conclusione che soltanto la giustizia divina potra’ dire chi ha torto e chi ha ragione, da quella terrena non mi aspetto piu’ niente”.