ROMA – ''Un 'sistema' che attraverso il meccanismo della sovrafatturazione o della fatturazione per operazioni in tutto o in parte inesistenti garantiva la creazione di fondi neri da destinare a coloro che erano in grado, per le funzioni svolte, ovvero per la veste politica loro conferita dagli esiti elettorali e da incarichi governativi così assunti di decidere sull'affidamento degli appalti per opera ed attività''. E' quanto si legge nel provvedimento di custodia cautelare nei confronti degli imprenditori Tommaso Di Lernia e Massimo De Cesare.
Il gip Anna Maria Fattori fa riferimento a quanto raccontato da Di Lernia nel corso di un interrogatorio. L'imprenditore, raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare, ha ricordato ''di avere effettuato, sia attraverso la societa' Print Sistem che attraverso la Eurotec (di cui quindi ammetteva di essere il reale dominus con potere di destinazione delle risorse) erogazioni di denaro per 'L'officina della Liberta'', articolazione politica del partito in cui era inserito l'on. Aldo Brancher (ex ministro per l'Attuazione del federalismo) con il cui segretario, tale Gori, era solito prendere accordi''.
