Appalti G8 e “la casa del ministro”. Di Pietro contro Scajola: “Si dimetta”

Claudio Scajola

«Dopo le vicende del sottosegretario Cosentino, per il quale era stato richiesto persino l’arresto, e di un Presidente del Consiglio, acclarato corruttore di testimoni giudiziari che ogni giorno si fa una legge per non farsi processare – afferma Antonio Di Pietro, leader di Idv – adesso scopriamo che c’è un Ministro della Repubblica che avrebbe ricevuto assegni nell’esercizio delle sue funzioni per comprare immobili con modalità non lecite. Riteniamo che il ministro Scajola debba rassegnare immediatamente le dimissioni affinché da una parte possa difendersi nelle sedi competenti e dall’altra possa evitare di mettere in imbarazzo le istituzioni che rappresenta».

Il nome di Claudio Scajola è comparso nell’inchiesta in corso a Perugia sugli appalti per i Grandi eventi nell’ambito del filone che riguarda l’architetto Angelo Zampolini. Secondo la ricostruzione dei pm del capoluogo umbro, Zampolini, versando 900 mila euro in contanti presso gli sportelli di una banca a Roma, ottenne l’emissione di 80 assegni circolari. Titoli “all’ordine” delle proprietarie di un appartamento nella capitale acquistato nel luglio del 2004 – scrivono i pm – da Scajola. Nei confronti del ministro non risulta al momento alcun addebito. L’architetto è stato invece indagato tra l’altro con l’accusa di riciclaggio per avere compiuto operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza da delitti contro la pubblica amministrazione del denaro utilizzato per formare gli assegni circolari utilizzati nell’acquisto delle case di Scajola, del figlio di Angelo Balducci, Lorenzo, e per la figlia del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru.

«Non mi lascio intimidire», ha replicato Scajola. «Nella vita possono capitare cose incomprensibili. E questa è addirittura sconvolgente. Colpisce con una violenza senza precedenti il mio privato e la mia famiglia. Registro un attacco infondato e senza spiegazione, per una vicenda nella quale non sono indagato, a danno di chi lavora tutti i giorni per difendere, nel suo ruolo, le ragioni e gli interessi del nostro Paese. Non sono abituato alla dietrologia e quindi non voglio credere che dietro a tutto questo vi siano oscuri manovratori o disegni preordinati. Per rispetto alla Magistratura che sta lavorando, non posso dire nulla sul merito di quanto apparso sui giornali. Resta la grande amarezza per il fatto che si sia arrivati a coinvolgere addirittura i miei figli. La mia coscienza e’ pulita. Proseguo con la massima serenita’ il mio lavoro».

Published by
luiss_smorgana