Appello a Monti di 23 scienziati: Ignazio Marino ministro

ROMA, 13 NOV – Ventitre' scienziati e ricercatori lanciano un appello per la nomina a ministro del senatore Ignazio Marino (Pd), la cui ''esperienza a livello internazionale – affermano – puo' essere determinante per fare uscire l'Italia da un provincialismo che l'ha resa debole''. Tra i firmatari dell'appello anche Giovanni Bignami, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, Stefano Vella, dell'Istituto Superiore di Sanita', e vari ricercatori impiegati all'estero.

''Per molti di noi – si legge nell'appello – che ci occupiamo di ricerca scientifica, lavorare e vivere all'estero significa prima di tutto poter immaginare il futuro. Per molti scienziati italiani purtroppo questo non e' possibile. Perche'? Il sistema italiano e' in difficolta' rispetto a tutti i paesi del G20. Non investiamo in ricerca, in sviluppo, in innovazione: l'Italia per troppo tempo si e' dimenticata di investire sul futuro e sulle generazioni che verranno. Senza un progetto chiaro, senza una visione e senza investimenti l'Italia ha poche speranze di potersi risollevare''. Questo scenario, avvertono gli scienziati, ''richiede un cambiamento e noi riteniamo davvero che un governo tecnico, nonostante il percorso difficile che dovra' affrontare, si debba occupare di ricerca, di sanita' e delle applicazioni in ambito economico, sociale e clinico delle scoperte scientifiche. Da esse dipendono la vita e i diritti delle persone, cosi' come la stessa crescita dell'Italia''. ''Noi riteniamo che il senatore Ignazio Marino, attuale presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale – sottolineano – sia la persona adatta per rappresentare e comprendere queste esigenze. E' un chirurgo di chiara fama oltre che un ricercatore. Egli e' un tecnico oltre che un politico, che conosce approfonditamente il mondo scientifico e della sanita'''. ''Siamo certi – concludono gli scienziati – che saprebbe individuare e valorizzare le priorita' per lo sviluppo della ricerca e della sanita' in Italia. Priorita' delle quali si parla da anni, ma su cui si e' intervenuti davvero troppo poco''.

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Emiliano Condò