Il drammatico capitolo dei desaparecidos continua a scuotere la vita politica argentina, con i riflettori puntati sulla sorte dei neonati tolti alle madri, detenute e fatte scomparire, ed assegnati ad altre famiglie.
Il tema ha acquisito nuova rilevanza perché utilizzato quale arma di scontro, ormai senza esclusione di colpi, tra la coppia presidenziale, formata da Cristina e Nestor Kirchner ed i proprietari del Clarin, maggior gruppo mediatico del Paese (giornali, tv e radio), impegnato in una dura campagna contro l’attuale governo.
L’ultima mossa in ordine di tempo l’hanno fatta Felipe e Marcela Noble Herrera, figli adottivi di Ernestina Herrera de Noble, proprietaria del gruppo, con una lettera aperta a pagamento, rivolta all’opinione pubblica, e fatta uscire su diversi giornali, inclusa un’intera pagina del concorrente La Nacion.
Un testo che racconta le loro sensazioni e sentimenti, dopo che è stato avanzato il sospetto che siano tra i figli di desaparecidos affidati illegalmente a genitori adottivi. Il documento è un’appassionata arringa in difesa della madre, che rischia fino a dieci anni di carcere per un reato che é imprescrittibile, e di accuse contro Cristina Kirchner la quale, in un recente intervento quale presidente della nazione, alludendo indirettamente al loro caso, ha accusato “poteri mafiosi ed estorsivi” di frenare il processo per chiarire completamente tutti gli aspetti degli orrori commessi dalla dittatura militare, sottolineando che “non c’é uno stato di diritto se non c’é una identità ”.
Il caso di Felipe e Marcela Noble Herrera è diventato di pubblico dominio anni fa quando, due famiglie, con il sostegno dell’associazione delle Nonne della Piazza di Maggio, chiesero accertamenti di carattere genetico, ipotizzando che potessero essere i loro nipoti scomparsi oltre 30 anni fa. Nella lettera ricordano di aver accettato volontariamente di sottoporsi alle prove genetiche “perché capivamo l’incertezza e il dolore provati da chi cerca i suoi familiari” e rivelano di essere turbati e inquieti per le parole pronunciate in occasione dell’anniversario del golpe, in un messaggio alla nazione, da Cristina Kirchner.
I due eredi del gruppo Clarin ricordano che la madre, che oggi ha 82 anni, già nel 2002 è stata “detenuta illegalmente” e denunciano che “nuove pressioni politiche e mediatiche sono tornate ad occuparsi della nostra vicenda” e “non vogliamo che una cosa tanto intima come la nostra identità sia ferita da accuse lanciate senza alcuna prova, né da attacchi, che non hanno altro obbiettivo che quello di danneggiarci”.
Felipe e Marcela Noble Herrera, dopo aver rivendicato il diritto a decidere senza pressioni ed in libertà , lanciano accuse ai Kirchner, scrivendo di non poter far fronte a “un governo che ci persegue. Perché espone pubblicamente solo il nostro caso? Perché non si preoccuparono della lentezza degli esami cui ci siamo sottoposti e che hanno portato la pace a tre famiglie? Si interessano a noi o hanno la necessità politica che risultiamo figli di desaparecidos e di inventare accuse contro nostra madre?”.
Segnalano poi tentativi di premere sui giudici, con denunce penali e minacce di giudizi politici ed esprimono timori di “una manipolazione nelle analisi genetiche” e che in queste siano usate “modalità e condizioni che non ci offrono garanzie di sicurezza e imparzialità “.
La lettera, alla quale finora il governo non ha replicato, si conclude con un rinnovato atto d’amore verso la madre: “34 anni fa nostra madre ci scelse come figli. E noi tutti i giorni la scegliamo come mamma. Niente e nessuno potrà distruggere questo vincolo”.
