MILANO, 21 GIU – Per i difensori di Lele Mora, gli avvocati Luca Giuliante e Nicola Avanzi, ''e' solo un caso'' che l'agente dei vip sia stato arrestato ieri, a una settimana esatta dall'udienza preliminare sul caso Ruby, che si aprira' lunedi' prossimo. ''Non c'e' relazione tra l'ordinanza per bancarotta – ha chiarito l'avvocato Giuliante – e la vicenda Ruby, perche' i nostri interlocutori (i magistrati di Milano, ndr) sono di una tale statura che non posso pensare a una relazione tra le due cose''.
Riguardo al versamento di 2,5 milioni di euro a Mora con assegni firmati dal ragioniere Giuseppe Spinelli, manager di fiducia di Silvio Berlusconi, denaro di cui c'e' traccia sia nell'inchiesta sul caso Ruby che in quella per bancarotta, l'avvocato Giuliante ha chiarito che ''forse'' si e' trattato di ''un prestito''. La particolarita', ha aggiunto il legale, ''e'che li ha dati Spinelli e che sono finiti in Svizzera''. Ma anche su questi fondi, come sugli altri che sono in Svizzera, l'avvocato ha spiegato che ''potranno trovare una ragione nella documentazione''.
Il legale e' poi tornato sulla questione delle rogatorie 'accese' dai pm: ''Se ci sono soldi – ha chiarito – certamente rientreranno, ma l'esistenza di quei soldi non significa che siano stati per forza sottratti alla sua societa'''. Se verranno rintracciati, comunque, ha aggiunto, ''verranno spesi per i risarcimenti e per la situazione della Lm management'', fallita.
Infine, l'avvocato Avanzi ha raccontato di aver incontrato stamani Mora in carcere e di averlo trovato ''un po' provato e affaticato. Ma sta affrontando la prova con dignita'''.