Pietro Badoglio (Grazzano Monferrato, 28 settembre 1871 – Grazzano Badoglio, 1º novembre 1956) è stato un militare e politico italiano, maresciallo d’Italia, senatore e Capo del Governo dal 25 luglio 1943 all’8 giugno 1944. Fu nominato marchese del Sabotino motu proprio dal re Vittorio Emanuele e duca di Addis Abeba.
I ruoli ricoperti nella sua carriera militare ed in quella politica esposero Badoglio a interpretazioni ostili di diverso orientamento, ma la mole delle critiche rivoltegli è tale che desta sensazione: fu mal visto e peggio reputato da destra come da sinistra, dai militari come dai politici, dai repubblicani come dai monarchici, dagli americani come dai tedeschi. Resta l’uomo che lega indissolubilmente il suo nome a Caporetto, all’iprite e all’8 settembre.
Del soldato è discussa la velocità della carriera. Circa l’utilizzazione dell’iprite, i fatti (sconosciuti allora all’opinione pubblica italiana) sembrarono inaccettabili anche per un tempo nel quale ancora non erano intervenute le profonde mutazioni culturali del dopoguerra e i limiti della morale bellica dell’epoca, erano alquanto più elastici degli odierni.
Nel 1965, fu tolto il segreto di stato alle risultanze dell’apposita commissione d’inchiesta sulla mancata difesa di Roma dell’8-10 settembre 1943. Risultò così che i tre commissari, riuniti tra il 1944 e il 1945 sotto la Presidenza del comunista Palermo, avevano dato un’interpretazione strettamente militare all’evento, attribuendone la responsabilità al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Mario Roatta e al comandante delle truppe dislocate in Roma generale Giacomo Carboni. Fu così che Badoglio, dopo i fatti di Caporetto e i crimini della campagna d’Etiopia, sfuggì per la terza volta ai rigori di una Commissione d’inchiesta.
La carriera bruciante, la mancanza assoluta di sanzioni (Caporetto) e la stessa lunga convivenza istituzionale forzosa con Mussolini sono apparsi a molti come segnali di qualche incongruenza che troverebbe spiegazione solo nell’appartenenza di Badoglio alla Massoneria. Tale presunta affiliazione, tuttavia, non trova riscontro in alcun documento ufficiale.
Piemontese (del Monferrato) come il Re, sembrò avere sempre il costante sostegno dalla Corona, sebbene non fosse sempre stato graditissimo nemmeno al Quirinale.
