da: Corriere della Sera
Cosa non si fa per un appalto. Addirittura, Angelo Balducci arriva anche a dare le dimissioni, pur di consegnare nelle mani giuste, quelle della Btp di Riccardo Fusi, il gigantesco cantiere della Scuola marescialli di Firenze. «Caro Direttore… i rilevanti compiti istituzionali di Capo Dipartimento dello Sviluppo della Competitività al Turismo della Presidenza del Consiglio mi impongono, mio malgrado…». Sembrerebbe una scelta legittima. Non è così. Il gesto dell’ ingegnere romano causerà un rallentamento, un ricambio di funzionari, propedeutico al rientro in gioco dell’ imprenditore toscano. E di quella lettera verrà fatto un uso improprio. È un dettaglio rimasto nella richiesta di arresto firmata dai pubblici ministeri fiorentini, che lo considerano «assai rilevante ai fini della comprensione della fattispecie corruttiva». Infatti le missive, scritte da un pubblico ufficiale e dirette ad altri pubblici ufficiali, il direttore generale dell’ Edilizia e il capo di gabinetto del ministero delle Infrastrutture, vengono consegnate da Balducci ad un privato, il faccendiere Francesco De Vito Piscitelli, che si premura di leggerle a Fabio De Santis, futuro provveditore alle Opere pubbliche toscane. «… Recita questo… allora, va be’ … “caro direttore, come ultimo atto tecnico del mio mandato devo segnalarle con attenzione i contenuti del lodo relativi alla controversia Btp-Ministero Infrastrutture, che vede oggi soccombente…