Bandi discriminatori: condannati alcuni Comuni

GENOVA, 16 AGO – Il Comune di Genova discrimina gli extracomunitari. Lo stabilisce una sentenza del tribunale del Lavoro, che condanna Palazzo Tursi a riaprire il bando per i rilevatori e i coordinatori del quindicesimo censimento popolare.

Una decisione analoga a quella presa venerdi' scorso nei confronti del Comune di Milano, che fa ben sperare i ricorrenti: ''E' stato ripristinato un diritto negato'', commentano, auspicando che ''l'Anci inviti ora tutte le amministrazioni a eliminare la norma incriminata''.

La vicenda riguarda due extracomunitari, la peruviana Domenica Antonia Canchano Warthon e il marocchino Tachid Khay. Da anni in Italia, e in regola con i documenti, non hanno partecipato al bando per l'incarico, di natura occasionale, di rilevatori del censimento della popolazione che partira' a ottobre. Il termine per la presentazione delle domande era il primo agosto, ma una norma li escludeva in quanto cittadini extracomunitari.

Per questa ragione il loro difensore, l'avvocato Elena Fiorini, aveva chiesto una proroga dei termini e la modifica del bando che prevedeva solo la partecipazione di cittadini italiani o di Paesi dell'Unione Europea. ''Escludere gli extracomunitari – spiegava l'avvocato Fiorini – e' illegittimo in quanto contrasta con la normativa antidiscriminatoria''.

Una posizione condivisa dall'Asgi, l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'immigrazione, che ha fatto a sua volta ricorso contro il bando. Venerdi' la decisione del tribunale di Milano, riguardo ad un analogo ricorso, oggi quella del tribunale di Genova. ''Speriamo sia l'inizio, a Genova come a Milano e nel resto d'Italia, del rispetto della normativa sulla parita' dei cittadini stranieri'', commenta l'avvocato Fiorini.

Il Comune di Genova, che si era opposta all'azione legale dinanzi al tribunale del lavoro, non dovrebbe fare ricorso. ''Mi ero gia' espressa contro questa discriminazione, e' una innovazione destinata a incidere fortemente'', e' il commento della prima cittadina del capoluogo ligure, Marta Vincenzi.

''Finalmente e' stato rimosso un ostacolo ingiusto, concorreremo insieme agli altri'', e' invece il commento di Rachid Khay, il marocchino di 43 anni, in Italia da 26 anni e di professione mediatore culturale. Una soddisfazione analoga a quella dell'altra ricorrente, Domenica Antonia Canchano Warthon, studentessa universitaria peruviana arrivata a Genova quanto aveva 11 anni.

''Questo posto da rilevatore, anche se e' soltanto per qualche mese, mi farebbe molto comodo'', spiega la donna, che ha 31 anni, frequenta la facolta' di Scienze politiche ed e' giornalista free-lance. ''Vivo con mia madre, purtroppo le spese sono tante'', aggiunge, ricordando di ''aver fatto tutto il percorso di studi in Italia e di sentirsi ormai genovese''.

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Alberto Francavilla