FIRENZE – ''Matteo Renzi e' un politico antipatico-simpatico pero' questa idea di rottamare i vecchi e' giusta, che i giovani vadano avanti. Anche se ci sono delle persone di una certa eta' che sono vivissime, vitalissime, ben venga Renzi se riesce un po' a cambiare le cose e l'apparato''. Lo ha detto il regista Marco Bellocchio a Firenze, rispondendo alle domande dei giornalisti, in occasione della presentazione della versione restaurata 'In nome del padre' del 1971 al Teatro Verdi gia' proiettato alla Mostra del cinema di Venezia dove il regista ha ricevuto il Leone D'oro alla Carriera.
''L'ho tagliato di venti minuti – ha spiegato Bellocchio parlando del restauro – ma il senso del film e' lo stesso, togliendo alcuni pezzi risulta pero' piu' dinamico, senza soffocamenti ideologici perche', vorrei ricordare, prima si doveva rispettare una certa linea politica''.
''L'ho considerato un film non finito – ha spiegato il regista – e quindi ho pensato di rimontarlo in occasione del premio alla carriera. E poi nel 1972, il film, non fini' in concorso a Venezia ma in un controfestival''.
Bellocchio ha ricordato del nuovo progetto a cui sta lavorando, un film sulla storia di Eluana Englaro dal titolo provvisorio 'Bella Addormentata'. ''E' un racconto – ha detto – su una serie di personaggi inventati che si trovano in diverse parti d'Italia durante i 6 giorni precedenti la morte della ragazza, dal 4 al 9 febbraio. Non ci sara' nessun personaggio che interpretera' Eluana o Beppino Englaro ma saranno la televisione e la politica i grandi protagonisti del film''. ''Ho trovato l'entusiasmo di un produttore – rivela Bellocchio -, Riccardo Tozzi di Cattleya, e penso che inizieremo a girare il film questo inverno, a gennaio''.
Il regista ricorda anche del progetto cinematografico che ha nel cassetto 'Italia Mia' incentrato sul ruolo del potere in Italia e su personaggi noti sulla politica italiana come la figura dell'attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: ''Nessuno produttore e distributore – ha spiegato il regista Leone d'Oro – volle investire sul film. Non mi era mai successo nella mia carriera''. ''Pero' – ha detto – se ripensato si potrebbe recuperare in modo meno appiccicato alla realta'''.
