ROMA – L'intervento del presidente del Consiglo, Silvio Berlusconi, davanti all'assemblea della Camera ha ricalcato quello svolto ieri pomeriggio al Senato, con alcune aggiunte (come quella in cui Berlusconi registra il voto di fiducia di ieri con il raggiungimento di quota di 317, segno che ''la maggioranza c'è, è forte e coesa ed è l'unica in grado di in grado di garantire la governabilità in questo momento difficile'') e qualche 'riassunto'.
Il premier ha saltato il passaggio in cui, dopo aver criticato le opposizioni per la loro incapacità di esprimere un leader e un programma, aggiungeva: ''Non sto dicendo: 'dopo di me verrà il diluvio'''.
Piccola aggiunta quando, tornando a ribadire di non voler rimanere ''per sempre'' a Palazzo Chigi, il premier dice all'opposizione – che ha 'salutato' la 'promessa' con brusii – che il restare al governo ''è un grande sacrificio, grandissimo''.
La difesa delle politiche economiche del Governo, che hanno consentito – secondo Berlusconi – di uscire indenni dalla crisi, si arricchisce oggi di una sottolineatura: ''Noi – ha infatti scandito il capo del Governo – non abbiamo seguito le sirene di chi chiedeva provvedimenti in deficit. E sarebbe stato da irresponsabili aumentare la spesa pubblica''.
Parlando della riforma fiscale, il premier specifica che il nuovo sistema porterà a una maggiore equita' per chi è in condizioni di disagio ''a partire dalle famiglie più numerose''.
