ROMA 29 MAG Intenzionato a non far – ROMA, 29 MAG – Intenzionato a non farsi trascinare a
fondo da un voto che, in gran parte, imputa ai candidati, Silvio
Berlusconi attende con un misto di fatalismo e distacco l'esito
dei ballottaggi. Le partite chiave di Milano e Napoli, fino a
ieri, non lasciavano presagire nulla di buono. Oggi, nell'inner
circle berlusconiano, si guarda con malcelata speranza ai dati
sull'affluenza nel capoluogo lombardo: ''Forse l'astensionismo
dei moderati, che tanto ci ha penalizzato al primo turno, e'
finalmente in calo'', commenta un fedelissimo del Cavaliere,
ricordando che gli ultimi sondaggi davano un distacco della
Moratti di ''soli 4 punti''.
Difficile dire se la speranza abbia contagiato anche il
premier, probabilmente no: ha trascorso la giornata in Sardegna,
nella sua amata villa La Certosa. In serata ha votato a Milano.
Sa bene che una vittoria nel capoluogo lombardo capovolgerebbe
la situazione, ma e' intenzionato a mostrarsi gia' con la testa
sul 'dopo', sulla prosecuzione dell'azione di governo. Domani,
alle 15:00, proprio quando si chiuderanno i seggi, varchera' il
cancello di Palazzo Victoria, sede del governo rumeno, per una
bilaterale (fissata nel giorno dell'udienza sul processo Ruby)
in cui si parlera' soprattutto di immigrazione e rapporti
commerciali. Insieme a lui, i ministri Franco Frattini e Roberto
Maroni. Ma non ci saranno 'vertici' notturni con i ministri,
visto che i responsabili degli Esteri e dell'Interno
rientreranno in serata, mentre il Cavaliere restera' per
proseguire gli incontri. Poi, al rientro a Roma, presiedera' un
ufficio di presidenza del pdl ed un Cdm dover forse si
comincera' a ragionare sulla riforma fiscale.
Anche nel Pdl, del resto, la testa e' gia' sul 'day after'.
La proposta di Frattini, (creare un direttorio del Pdl che dia
voce alle diverse anime del partito) non e' piaciuta a molti.
Critici Osvaldo Napoli, considerato di stretta osservanza
berlusconiana, e Ignazio La Russa, che al direttorio preferisce
il congresso. Prese di distanza che qualcuno legge come una
sconfessione del titolare della Farnesina da parte del premier.
Anche se ambienti vicini a Frattini assicurano che la tesi fosse
''condivisa'' dal Cavaliere. Ma l'apparente contraddizione non
sorprende piu' di tanto chi conosce il presidente del Consiglio
da anni, perche' ''lui dice di 'si'' a tutti, salvo poi fare di
testa sua''.
E in effetti riuscire a decrittare le sue intenzioni non e'
cosa facile. L'unica cosa che tutti danno per scontata e' la sua
determinazione a non farsi travolgere. Per il resto, sulle
eventuali contromosse, si fanno solo ipotesi: c'e' chi giura sia
pronto a rivoluzionare il partito; chi lo vede gia' in procinto
di rimontare sul predellino; e chi, al contrario, e' convinto
che alla fine fara' poco o nulla. ''Qualche ritocco e'
possibile, ma la tabella di marcia resta quella prevista:
tesseramento, congressi locali e preparazione di quello
nazionale'', riferisce un dirigente pidiellino. Del resto, gli
fa eco un altro berlusconiano 'doc', ''con l'attuale legge
elettorale non ci sono alternative all'asse Berlusconi-Bossi''.
Ecco perche' in tanti scommettono che l'unico vero banco di
prova per il premier sara' il governo, non il Pdl: chi pensa a
una mossa a sorpresa, pero', rischia di rimanere deluso. Le
riforme sono quelle ampiamente annunciate: fisco, giustizia,
istituzioni. Ma ora bisogna realizzarle: ''Berlusconi sa che il
suo destino giudiziario dipende dalla riforma della giustizia,
mentre quello politico poggia sulle tasse'', spiega un ministro.
Ma se la prima e' una partita personale, dalla seconda
dipendera' il futuro dell'intero Pdl e, forse, della
maggioranza. ''Solo se semplificheremo il fisco, magari
spostando il carico dalle persone alle cose come dice Tremonti,
avremo qualche chance'', aggiunge il ministro. Che l'intenzione
sia questa lo aveva detto anche Berlusconi: ''Con il codice
unico, entro 1 anno e mezzo saremo in grado di abbattere le
aliquote per privati e imprese'', disse nel comizio di Napoli,
15 giorni fa. Frase mai ripetuta. Evidentemente, prima di nuovi
annunci, vuole il via libera di Giulio Tremonti.
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