ROMA, 16 GIU – Il governo italiano chiede ufficialmente le dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi dal board della Bce in modo da consentire alla Francia di fare entrare un suo esponente e dare l'appoggio per la nomina di Mario Draghi alla presidenza. Parigi, con l'uscita di Trichet, rimarrebbe infatti senza esponenti nella Bce a fronte di due italiani. La richiesta arriva cosi' nel primo pomeriggio direttamente dal premier Berlusconi, che incontra a Palazzo Chigi il banchiere centrale. Questi lascia la sede del governo senza fare dichiarazioni ma rimanda a quanto detto in mattinata in un convegno al Vaticano.
Li' il banchiere fiorentino aveva espresso a chiare lettere la sua ostilita' all'ipotesi di sue dimissioni, citando il martire dell'indipendenza verso il potere politico Tommaso Moro e ricordando come il mandato per i componenti del board della Bce, che sono indipendenti, sia di 8 anni e il suo scade solo il 31 maggio 2013. Precedenti di dimissioni prima del mandato a Francoforte peraltro ce ne sono, come quando appunto Christian Noyer si fece da parte al momento dell'elezione di Trichet.
Nelle scorse settimane il rischio di una impasse e della creazione di un caso internazionale aveva gia' fatto emergere le ipotesi di dimissioni di Bini Smaghi in cambio di un posto di prestigio. Fra le ipotesi anche quella di governatore della Banca d'Italia al quale pero' ambirebbero l'attuale direttore generale Fabrizio Saccomanni, ben visto dalla struttura interna e attualmente con maggiori chance, e il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. La nomina per Via Nazionale, che l'esecutivo potrebbe voler risolvere entro il Consiglio europeo di giugno, spetta al presidente del Consiglio ma e' disposta dal Presidente della Repubblica in un quadro di concordia istituzionale che mira a preservare l'autonomia e l'indipendenza dell'istituto centrale.
Le parole del Premier Berlusconi sono nette: ''Io e Letta abbiamo un appuntamento con Lorenzo Bini Smaghi. Stiamo parlando del fatto che per ottenere dalla Francia l'assenso alla candidatura di Mario Draghi ci deve essere nella Bce la presenza di un francese che potrebbe avvenire con le dimissioni di Bini Smaghi dal board. C'e' quindi una richiesta ufficiale del Governo a Bini Smaghi di dimissioni''. Quindi l'incontro con il banchiere, che dura una decina di minuti.
Nel suo discorso della mattinata Bini Smaghi e' stato pero' altrettanto esplicito e si e' appoggiato a uno dei capisaldi della Bce: l'indipendenza. ''Vi e' una dottrina consolidata per valutare l'indipendenza della Banca centrale secondo 4 criteri fondamentali'', spiega: uno di questi e' ''l'indipendenza personale, che garantisce la permanenza in carica dei membri degli organi decisionali per tutto il periodo prestabilito dalla nomina (otto anni nel caso della Bce, e un minimo di 5 per le banche centrali nazionali) e tutela contro la loro revoca arbitraria''. Da Bini Smaghi anche una citazione di Tommaso Moro, lo statista inglese, poi proclamato santo, che ''con la sua indipendenza di giudizio e la ferma convinzione nella supremazia dell'interesse pubblico'' riusci' a resistere alle pressioni del re Enrico VIII'', fino al punto di ''essere costretto alle dimissioni, incarcerato e poi condannato a morte''.