ROMA, 7 GIU – Il gelo tra Silvio Berlusconi ed il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ieri ha di fatto lasciato a ''bocca asciutta'' il premier ed Umberto Bossi che attendevano risposte sul fronte fiscale ricade inevitabilmente su un Pdl gia' provato da tensioni e malumori interni per le polemiche sulle primarie e per il ruolo ed i futuri poteri di Angelino Alfano.
Se da una parte, l'annunciata 'rivoluzione' nel Popolo della Liberta' potrebbe aver contribuito a rasserenare le varie anime del partito che invocavano una 'svolta' dopo la batosta elettorale, dall'altra il ritardo di quei provvedimenti economici in campo fiscale, che potrebbero contribuire a recuperare consensi, sta avendo come primo effetto quello far crescere la fronda contro il ministro dell'Economia. Una fronda che piano piano sembra sconfinare in un vero e proprio sospetto sulla vera 'partita' che il ministro del tesoro intenderebbe giocare per se'. Tornano i dubbi ed i timori, in alcuni settori del Pdl, che vedrebbero il ministro al centro di una operazione che vada ben oltre l'esistenza dell'attuale Esecutivo.
Intanto, domani il Cavaliere, riunendo lo stato maggiore del Popolo della liberta', provera' a studiare le 'contromosse' per riuscire a far allentare un po' i cordoni della borsa al tesoro.
Oltre alla riforma fiscale che il presidente del Consiglio considera' come il provvedimento chiave dell'esecutivo, diversi sono i nodi nel governo, cosi' come nella maggioranza ancora da sciogliere. E' vero che ci sono i conti dello Stato ed i vincoli dell'Europa da tenere in considerazione – e' il ragionamento che fa un fedelissimi di Berlusconi – ma se vogliamo uscire tutti dallo stallo e guardare al 2013 si deve pensare a qualcosa. Gia' perche' l'obiettivo e' quello di arrivare a fine legislatura 'giocando' la carta economica come jolly in vista delle elezioni. Ecco perche' la prossima settimana il premier, che ha dalla sua anche il Senatur, provera' a fare di nuovo pressione al titolare del Tesoro.
Con il vertice del Pdl si parlera' innanzitutto delle prossime scadenze parlamentari, verifica in primo luogo. L'idea originaria di Berlusconi, spiegano, era quella di presentarsi alle Camere gia' con il nuovo ministro della Giustizia e quello delle politiche comunitarie anche se le colombe frenano all'idea per evitare ulteriori fibrillazioni. Da qui la possibile frenata e l'ipotesi che Angelino Alfano possa conservare l'incarico anche dopo la nomina ufficiale a segretario politico del Pdl. Una data di convocazione del Cn che la ratifichera' ancora non c'e' anche se l'idea piu' probabile e' quella che si tenga alla fine di giugno (tra il 26 ed il 28), alla fine dunque di tutti gli impegni parlamentari sulla verifica. Il futuro nome Guardasigilli e' ancora top secret: e dopo il no di Cicchitto e Lupi, torna in auge l'idea di un tecnico.
Sempre nell'incontro di domani si provera' a fare il punto sul provvedimento a cui si lavora in Senato per istituire per legge le primarie. Una proposta che continua a dividere il partito e che vede tra i favorevoli il ministro degli Esteri Franco Frattini ed il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Occhi puntati infine sulle 'mosse' di Andrea Ronchi e Adolfo Urso dati da molti nel Pdl ormai prossimi all'addio da Futuro e Liberta'. Cosi' come sugli ex colonnelli di An. Tra l'altro, proprio stasera Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri si vedono a cena con i loro fedelissimi per fare il punto della situazione.
