ROMA – Rifugiati, senzatetto, assistenza ai tossicodipendenti… E’ scattata ufficialmente la competizione tra le onlus per accaparrarsi i servizi sociali di Silvio Berlusconi. Entro la metà di ottobre l’ex premier dovrà chiedere formalmente l’affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna al processo Mediaset.
Il primo a a muoversi è stato Mario Capanna che ha invitato Berlusconi a rendersi utile nella fondazione “Diritti genetici” da lui fondata. Quindi il Centro Astalli per i rifugiati ad appena 300 metri di distanza dal portone romano di Palazzo Grazioli. Ci sono stati anche contatti, su indicazione di Marco Pannella, con le due associazioni gestite dai Radicali a Roma “Nessuno Tocchi Caino” e “Non c’è pace senza giustizia” oltre alla “Associazione Italiana Vittime di Malagiustizia”.
Cesare Balbo per Il Sole 24 Ore riporta quindi le altre onlus pronte ad accogliere i servizi di Berlusconi:
Milano si è proposta con i “City Angels”, che assistono i senza tetto, e soprattutto con Don Mazzi, storico fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti “Exodus”. E’ l’unico ad avere anche esplicitato un “progetto personalizzato” e ad avere una certa esperienza con uomini di grande notorietà , si è occupato di Lele Mora durante l’affidamento ai servizi sociali, che possono anche sconvolgere la vita della Comunità .
Nel caso di Berlusconi il problema è ancora più rimarcato dalla presenza degli uomini della scorta, in media una ventina, fatto che potrebbe anche essere un elemento per consentire a Berlusconi di svolgere anche dalla sua residenza un lavoro di pubblica utilità . Don Mazzi da poco rientrato in Comunità Exodus dopo essersi occupato del Capitolo dell’Ordine, conferma il suo interesse ad avere “Silvio tra i miei ragazzi, non per una atto di pura espiazione quanto per adoperarmi alla sua redenzione”.
