ROMA 24 MAG Mi impediscono d – ROMA, 24 MAG – Mi impediscono di parlare: all'indomani della stangata dell'Agcom contro cinque tg Rai e Mediaset per le interviste al premier di venerdi' scorso, Silvio Berlusconi si lamenta con i suoi. Ogni mia parola costa 800 euro di multa, siamo all'assurdo, si sfoga con alcuni deputati del Pdl. E dalla maggioranza parte l'affondo contro il presidente dell'organismo di garanzia, Corrado Calabro', definito da Fabrizio Cicchitto ''non piu' super partes'', mentre Maurizio Gasparri parla di ''decisioni arbitrarie e indecenti''. Calabro' si difende: niente ''valutazioni politiche'', ripete. ''Abbiamo riscontrato una violazione delle regole e le sanzioni sono automatiche''. Il caso sara' domani sul tavolo del cda Rai e oggi il presidente Paolo Garimberti si rammarica: ''Il servizio pubblico dovrebbe essere in grado di stare sopra le parti''. ''Lasciamo che gli italiani giudichino le affermazioni sconsiderate e lunari di Cicchitto'', replica dal Pd il segretario Pierluigi Bersani, convinto che ''nessuna multa dell'Agcom'' possa ''sanare'' il gesto di Berlusconi ''che appare su cinque tg con il simbolo del partito alle spalle''. Ma se l'opposizione fa quadrato attorno all'Autorita', il Pdl apre un nuovo fronte contro il Tg3. Il capogruppo in Vigilanza, Alessio Butti, annuncia un esposto all'Agcom per l'intervento del leader Idv Antonio Di Pietro andato in onda alle 19 il 20 maggio ''in aperta violazione'' delle regole. Su questa base, i quattro commissari di area di centrodestra Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Roberto Napoli, Enzo Savarese chiedono di ''aprire con urgenza un'istruttoria'' per accertare le possibili violazioni. Il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer non ci sta: ''L'equilibrio e la par condicio sono stati ampiamente rispettati'', sottolinea, ricordando di aver intervistato, nella stessa settimana e alle 19, il Pdl Gaetano Quagliariello, Bersani e il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi. Nel duello degli esposti si inseriscono anche i Radicali, con una denuncia alla procura di Roma presentata da Emma Bonino e Marco Cappato ''contro Berlusconi ed i direttori dei tg che venerdi' 20 maggio hanno trasmesso le pseudo-interviste registrate'' del premier. I radicali si scusino, replica Emilio Fede: ''Quella violazione della par condicio non coinvolge minimamente il Tg4''. Torna sulla questione anche il direttore del Tg1 Augusto Minzolini: ''Se ieri ero esterrefatto – dice – oggi sono indignato dopo aver letto i dati dell'Osservatorio di Pavia della settimana 16-22 maggio''. E li sciorina: ''In tutte le edizioni, il Tg1 ha dedicato il 40,2% a governo + maggioranza ed il 40,7% all'opposizione. A quest'ultimo dato va aggiunto il 14,5% della voce 'altri' che indica le formazioni non presenti in Parlamento che fanno riferimento al 90% al centrosinistra come Sel, Verdi, Rifondazione. In tutto le opposizioni hanno avuto il 55,2% cioe' ben 15 punti in piu' di governo + maggioranza''. Roberto Zaccaria intanto affila ancora le armi, prevedendo per domani ''una nuova abbuffata di Berlusconi nei tg'' con le anticipazione dell'intervento del premier a Porta a porta: ''Se cosi' sara' – avverte il deputato del Pd – e' scontato un nostro nuovo ricorso all'Autorita'''. Anche in casa Agcom la polemica e' sempre alta. ''Nessuno vuole impedire al premier, o ad altri di parlare, ma si devono rispettare le regole'', avverte il commissario Michele Lauria, uno dei relatori del provvedimento di ieri. Il problema – spiega – non sono stati i tempi, ma le modalita' delle interviste a Berlusconi, ''che avevano chiaramente la caratteristica di spot elettorali'', vietati nei telegiornali. I tg' 'non possono essere soggetti alle regole della comunicazione politica'', replica l'altro relatore Martusciello, che ieri ha votato contro, lamentando che le valutazioni dell'Agcom siano senza precedenti. ''Non esiste un precedente perche' mai si e' verificata una violazione in cinque tg e in contemporanea'', controreplica Lauria.
