Bersani spinge per l'intesa e media tra le parti

ROMA – A parole si dice spettatore al tavolo della trattativa tra il governo e le parti sociali sulla riforma del lavoro. Nei fatti, pero', Pier Luigi Bersani e' attivissimo in questi giorni per spingere verso un'intesa che tenga insieme i sindacati e eviti anche spaccature dagli esiti imprevedibili dentro il Pd. Al vertice di domani sera a Palazzo Chigi, il segretario Pd arrivera' dopo aver sentito le varie parti, dalla ex 'triplice' a Confindustria, e, come dice lui stesso, ''con qualche contenuto'' che gli consenta anche di anticipare proposte diverse, magari piu' spinte, del Pdl.

Bersani, dopo aver incontrato oggi il leader Cisl Raffaele Bonanni, condivide l'ottimismo espresso oggi dai sindacati dopo l'aria da bufera di ieri. Sia l'entita' delle risorse, circa 2 miliardi, che il governo si sarebbe impegnato a trovare, sia la ''manutenzione'' proposta sull'art.18 in base al modello tedesco potrebbero rappresentare, a quanto si apprende, un punto di caduta che tenga insieme i sindacati, Cgil compresa. E sulla necessita' della coesione sociale il leader Pd spinge in tutti i suoi colloqui, che tra oggi e domani proseguiranno oltre che con Cgil e Cisl, anche con Confindustria, Rete Imprese e le cooperative.

L'obiettivo e' arrivare con uno schema di massima all'incontro di domani tra i leader della maggioranza ed il premier Mario Monti, nel quale il lavoro, a detta di tutti, sara' la portata principale del vertice. E anticipare cosi' le eventuali richieste del Pdl e del Terzo Polo, che in particolare sull'art.18 hanno posizioni difficilmente accettabili da tutto il Pd.

''Il Pd e' al servizio di un accordo'', assicura il leader dei democratici che invita il governo ad ''affidarsi un po' di piu' all'esperienza e anche alla voglia di innovare dei sindacati perche' tutti sanno che bisogna cambiare ma in una direzione di coesione''. E per aiutare l'intesa, Bersani si unisce al coro delle parti sociali nella ricerca di risorse che ''vanno trovate perche' sulle pensioni si e' risparmiato parecchio''.

E' chiaro che il buon esito della riforma del lavoro permetterebbe anche a Bersani di tenere unito tutto il partito, dall'anima 'laburista' di Damiano e Fassina all'area riformatrice di Letta e Veltroni. E a rasserenare un clima dentro il Pd che nelle ultime settimane e' stato un po' teso.

D'altra parte anche fuori dal Pd l'invito di Walter Veltroni a non avere tabu' sull'articolo 18 non era andato giu' a tutti. Basti guardare, a settimane di distanza, la reazione tranchant del leader Cgil Susanna Camusso: '''Veltroni aveva annunciato progetti importanti per la sua esistenza che non ha portato a termine…''.

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Daniela Lauria