Biotestamento, 'legge schifezza' secondo la radicale Coscioni

ROMA, 12 LUG – Una legge-schifezza. E' la definizione che la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, da' alla legge sul biotestamento, oggi al voto finale alla Camera.

"E' l'unica definizione – aggiunge – che si puo' dare a una legge sul 'fine vita' imposta da una maggioranza clericale e oscurantista, che non trova riscontro in alcun paese europeo e occidentale; una legge che ci condanna a stati vegetativi anche quando preventivamente, in piena coscienza, abbiamo comunicato la nostra volonta' in senso contrario". Con l'approvazione in particolare dell'articolo 3 con questa legge, se verra' confermata anche dal Senato, osserva Coscioni, "si neghera' ogni valore alla volonta' del singolo.

Nella malaugurata ipotesi in cui ci si dovesse trovare nella situazione di Eluana Englaro, si sarebbe infatti condannati al suo stesso penoso calvario, e la nostra volonta' di vedercelo risparmiare sarebbe completamente annullata. Uniche alternative consentite: rifugiarsi all'estero, oppure fare ricorso alla mano pietosa di un medico o di un'infermiere, nella clandestinita' e nell'arbitrio".

Secondo la deputata "i sedicenti difensori a parole della vita, votando questa legge ignobile e vergognosa, hanno votato contro il volere del paese, della stessa comunita' dei credenti che – come certificano tutti i sondaggi demoscopici – e' in sintonia con le proposte radicali, laiche e liberali''.

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