ROMA – ''Quando il disegno di legge sul testamento biologico passera' dalla Camera al Senato, bisognera' iniziare a promuovere un comitato referendario e depositare i quesiti referendari''. E' quanto pensa Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta del Senato sul Servizio Sanitario Nazionale (Ssn).
''Anche se arrivera' prima probabilmente la Corte costituzionale – spiega a margine di un convegno sulla disabilita' – e' importante lavorare ad un referendum per dare un segnale alla politica, che non puo' continuare a legiferare contro la scienza e il senso comune. Lo si e' gia' fatto con la legge 40, che poi e' stata cambiata articolo per articolo dalla magistratura''.
Marino ha inoltre criticato gli ultimi emendamenti inseriti al testo in discussione alla Camera ''perche' si dice che il testamento biologico sara' applicabile in caso di accertata assenza di attivita' cerebrale, cosa – ha rilevato – che portera' a fare una risonanza magnetica funzionale su ogni persona, oppure s'intende l'assenza di attivita' elettrica cerebrale. Il che equivale a dire che che il testamento biologico si usa quando il malato e' morto''.
Il senatore del Pd ha infine giudicato ''grave'' il fatto che alcuni deputati del suo partito abbiano votato il testo insieme alla maggioranza.
