ROMA, 13 LUG – ''L'enfasi della destra e dell'Udc nel giorno dopo l'approvazione della legge sul fine vita sembra accreditare la tesi che fosse in corso in Italia una sorte di 'golpe pro eutanasia'. Niente di piu' falso''. Lo dice Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
''Non era stata, e non e', una battaglia tra la vita da una parte e l'eutanasia dall'altra – prosegue Miotto -. Non e' mai stato all'ordine del giorno del Pd il riconoscimento dell'eutanasia, come dimostrano i nostri voti in aula i nostri emendamenti. E' invece sorprendente che non si prendano le distanza da una legge che legittima l'accanimento terapeutico, previsto dal comma 2 dell'articolo 3, che invece e' vietato dal codice deontologico dei medici, dalla convenzione di Oviedo e dalla diffusa pratica medica''.
''Quello approvato ieri dalla destra, con i voti dell'Udc – aggiunge – e' un testo che ha scontentato gran parte dei deputati che non hanno dimostrato un particolare entusiasmo durante il dibattito in Aula. Anzi piu' la legge si riempiva di divieti, piu' aumentava il malcontento anche tra le fila della maggioranza come ha detto apertamente Daniele Capezzone. E' significativo che al momento della votazione finale erano assenti ben 140 deputati e dei presenti ben 205 hanno detto no''.
''Il denominatore comune della destra e dell'Udc su questa legge – conclude Miotto – e' stata l'ossessione di impedire, con ogni mezzo, nuovi 'casi Englaro'. La loro unica preoccupazione, infatti, e' stata quella di vietare, in qualsiasi casi e in ogni situazione, la possibilita' di autodeterminazione di ciascuno sulla nutrizione artificiale, fino alla esasperata mistificazione di una presunta procurata morte per fame e sete. Se era difficile pensare ad una legge piu' arretrata di questa, la destra italiana, con l'Udc, ci sono riuscite''.