Biotestamento: stop alla nutrizione nel caso in cui sia inefficace

D’ora in avanti, la nutrizione può essere sospesa se risulta inefficace. La commissione Affari sociali della Camera ha dato infatti il via libera all’emendamento del relatore Domenico Di Virgilio che modifica il comma 5 dell’articolo 3 sulla legge sul biotestamento, dedicato ad alimentazione e nutrizione artificiale.

L’emendamento – passato a maggioranza, con il voto contrario dell’opposizione, tranne che di Paola Binetti – prevede che alimentazione e nutrizione debbano essere «mantenute fino al termine della vita, ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo».

Il relatore, Domenico di Virgilio, spiega l’importanza dell’emendamento sottolineando come esso non riguardi le persone in stato vegetativo ma tutte le altre. «Mentre la legge Calabrò – spiega – riguardava solo i casi in stato vegetativo, qui intendiamo ampliare la platea per cui le Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) sono valide per tutti coloro che si troveranno incapaci di intendere e di volere».

«Per lo stato vegetativo – aggiunge – non avrei presentato nessun emendamento perchè nutrizione e alimentazione non sono trattamenti medici e non vanno sospesi, ma diverso è il caso di pazienti in coma traumatico, ischemico che hanno fatto le Dat per i quali il medico valuterà se ci sono le condizioni di continuare idratazione e alimentazione».

L’opposizione ha votato compatta contro l’emendamento. Unica defezione, Paola Binetti. Livia Turco spiega però che la decisione è stata presa «con rammarico» e per un motivo: il Pd aveva chiesto “una riformulazione” dell’emendamento del relatore che tenesse conto di altri due emendamenti, a firma Turco e Calgaro.

«Non lo abbiamo votato – spiega Turco – perché lo riteniamo peggiore del nostro, che avevamo presentato e che invece ci è stato precluso, e perchè l’emendamento non sposta niente, introduce solo una cosa che dovrebbe essere normale. Ma oggi in commissione ho visto molti dubbi anche da parte della maggioranza, dunque ritengo che la partita non sia finita. Da parte nostra – annuncia – ripresenteremo in Aula il nostro emendamento».

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