In Italia le Camere sono tra le più affollate al mondo. Ma il bipolarismo nostrano soffre di una certa frammentazione, come ricorda il Sole 24 Ore.
“Bipolarismo dai piedi d’argilla. È vero che dalle urne di due anni fa era uscito un assetto del Parlamento sostanzialmente a due voci, un centro-destra dalla maggioranza schiacciante e un centro-sinistra all’opposizione. La scissione all’interno del Popolo delle libertà ad opera di Fli di Gianfranco Fini ha però rimescolato le carte e rafforzato la tendenza in atto di una ripresa della frammentazione del mondo politico, già avviata in questa legislatura da altre fuoriuscite. Come quella di Rutelli, allontanatosi dal Pd a inizio anno per fondare Alleanza per l’Italia.
La lenta retromarcia del bipolarismo era però iniziata già pochi mesi dopo l’insediamento del Parlamento, con la nascita dei liberal-democratici (Maie), a cui sono seguiti i repubblicani regionalisti popolari e Noi sud-Partito liberale italiano.
Dunque, proprio quando sembrava che si fosse imboccata la strada di un bipolarismo sempre più stretto, la frammentazione si è rifatta viva”
