
ROMA, 20 APR – “Le promesse di Renzie smontate dall’Economist”. Beppe Grillo attacca Renzi anche a Pasqua con un post pubblicato sul proprio blog, citando un articolo dell’Economist (questo il link all’articolo originale, datato primo marzo, dopo il discorso programmatico del presidente del consiglio).
“Quando un politico con unโinclinazione al populismo assume un incarico, forma un governo e rivela il suo programma, in genere deve avere qualcosa con cui compiacere tutti. Cosรฌ pare sia a prima vista per il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Otto dei 16 ministri che ha presentato il 21 febbraio erano donne, tra cui il primo ministro donna della Difesa, Roberta Pinotti, e Federica Mogherini, che a 40 anni รจ il piรน giovane ministro degli Esteri dal 1936. Lโetร media del suo gabinetto รจ perfino piรน bassa di quella del suo predecessore, Enrico Letta. E comprende anche decisioni per rassicurare imprenditori e investitori: Pier Carlo Padoan, che รจ stato capo economista dellโOCSE, รจ ministro dellโEconomia e Federica Guidi, giร presidente dei giovani industriali, ministro dello Sviluppo economico. Non manca neppure lโimmaginazione: gli Affari regionali sono andati ad un sindaco che ha resistito alla mafia calabrese.
Quando perรฒ ha chiesto il voto del Parlamento, al Presidente del Consiglio รจ capitato qualcosa che impensierirebbe chiunque. Il 25 febbraio ha ricevuto un voto di fiducia alla Camera dove il Partito Democratico ha una forte maggioranza. Ma il giorno prima, al Senato, dove la maggioranza รจ ridotta, ha ricevuto 169 voti a favore e 135 contro, il che non rappresenta una sicurezza nel fragile sistema italiano.
Molti senatori, alcuni del suo stesso partito, sono rimasti sconcertati dai modi arroganti di Renzi. Ha infranto la tradizione parlando a braccio e tenendo per qualche tempo la mano in tasca, poi informando perentoriamente i suoi ascoltatori che sarebbero rimasti disoccupati (il suo progetto รจ di trasformare il Senato in una Camera delle Regioni, sul modello del Bundesrat tedesco). Quando un membro dellโopposizione ha obiettato a questi modi, si รจ sentito rispondere che โprobabilmente perchรฉ siete sempre piรน lontani dal modo di parlare della gente lร fuoriโ.
Il problema piรน grosso รจ la mancanza di particolari nel discorso di Renzi. Ha promesso una riforma al mese da qui a giugno: quella sul lavoro, sulla burocrazia e sul sistema fiscale. Ma non ha messo polpa nella scarna proposta per un nuovo contratto di lavoro, o sullโestensione a tutti del sussidio di disoccupazione. Ha parlato invece di un taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale (tasse sul reddito e contributi sociali), di un programma di edilizia scolastica di โdiversi miliardiโ come del pagamento dei crediti dei privati verso lo Stato, stimato in oltre 100 miliardi. Non cโรจ stato perรฒ nessun reale chiarimento su come Renzi intenda trovare queste risorse.
