MILANO – Devono ancora “nascere” e già litigano per le poltrone: l’assemblea costituente di Futuro e Libertà è stata, secondo quanto riportano diversi quotidiani, momento di scontro tra i cosiddetti “neocolonnelli finiani”. Oggetto del contendere, i “posti al sole” del partito, in particolare quello di vicepresidente (che, vista la “autosospensione” del presidente Fini equivale a dire il leader) e quello di capogruppo alla Camera.
I nomi in lizza, come ha spiegato Fabio Martini su La Stampa, sono quelli di Italo Bocchino, Aodlfo Urso, Roberto Menia, Pasquale Viespoli, Benedetto Della Vedova e Andrea Ronchi. In particolare, sottolinea Martini, i duellanti erano Bocchino e Urso, che rivendicavano il posto di vice di Fini.
Spiega Martini: “Adolfo Urso, 53 anni, da Acireale, che dopo essersi dimesso dall’incarico «pesante» di viceministro per il Commercio estero, per due mesi e mezzo ha svolto il ruolo di coordinatore del Comitato promotore del Fli. E dunque – ora che, dalla «serie B» si passa alla «serie A» – Urso immagina di meritare la conferma. Ma alla poltrona di vice-Fini ambisce anche Italo Bocchino, 43 anni, casertano, astro ormai nato del firmamento finiano, il personaggio più vicino al Presidente della Camera e che è stato l’artefice dell’unico «miracolo» dei futuristi, la costituzione di un gruppo alla Camera formato da ben 35 deputati”.
Durante la cena con i sei, racconta Martini, “Urso e Bocchino che rinfacciano l’aver spifferato alle agenzie notizie per «bruciarsi» a vicenda”. Alla fine, dice il giornalista, dopo l’ennesimo litigio, Fini sembra aver trovato il bandolo della matassa: “Bocchino sarà il vicepresidente, Urso il presidente dei deputati, Menia il coordinatore, Della Vedova il portavoce, Ronchi il presidente dell’Assemblea nazionale. Fini assicura: «Scriverò io il comunicato»”.
Ma alla fine, conclude Martini, il comunicato del presidente della Camera “ribalta tutto: Bocchino resta, ma Urso da capogruppo passa a portavoce, mentre Della Vedova viene suggerito come presidente dei deputati. La penalizzazione così plateale di Urso è dovuta al fatto che lui, applauditissimo dal congresso, si è opposto alla «Santa Alleanza» con il Pd? Urso fa trapelare la sua «costernazione»”.