BOLOGNA, 25 LUG – Un gruppo di dipendenti comunali aderenti al sindacato Usb, ha interrotto, intorno alle 15.30, i lavori del Consiglio comunale di Bologna.
I lavoratori, dopo essersi accreditati come spettatori della seduta, hanno iniziato a gridare slogan nei quali si chiedevano garanzie circa il premio di produttivita': ''Ridateci almeno le mutande'' lo slogan su uno striscione accompagnato da un filo di biancheria con appese, appunto, delle mutande.
La presidente dell' assemblea, Simona Lembi, ha sospeso la seduta che e' ripresa dopo circa mezz'ora: Lembi (che ha parlato con alcuni dipendenti insieme al consigliere Maurizio Cevenini) ha promesso di fare da intermediaria per chiedere un appuntamento al sindaco.
I lavori sono ripresi, ma i manifestanti sono rimasti in aula in attesa di un incontro con il sindaco. Parallelamente all' iniziativa della Usb, Cgil, Cisl e Uil (un centinaio i partecipanti) hanno atteso nel cortile di palazzo d'Accursio il sindaco, Virginio Merola, per consegnare a lui e al direttore generale del Comune, Giacomo Capuzzimati, un ordine del giorno approvato dalle assemblee dei dipendenti comunali iscritti ai sindacati confederali sempre sul tema della produttivita'.
La protesta delle Usb ha un precedente molto simile che risale al maggio 2005: le Rdb contestarono l'allora sindaco ed ex segretario generale della Cgil Sergio Cofferati appendendo a un filo della biancheria intima e accusandolo di aver lasciato i dipendenti comunali ''in mutande''.