ROMA – ''Negli ultimi scandali che riguardano i partiti ci sono dati di cronaca che hanno dell'incredibile per il senso di impunita' raggiunto. Lo sono anche per chi, come me, pratica la politica da oltre trent'anni. E io non sono un'ingenua, ne' vengo da Marte''. Cosi' Emma Bonino,vicepresidente del Senato, risponde alle domande di repubblica.it e affronta la questione del finanziamento pubblico dei partiti.
L'esponente radicale boccia subito l'idea del decreto offerto dal ministro Severino e invocato dal leader Udc, Pier Ferdinando Casini: ''Trovo quest'invocazione l'ennesima prova di inutilita' e incapacita' dei partiti'', dice aggiungendo che ''se proprio vogliono procedere alla riforma, la facciano rapidamente, in sede legislativa. Come e' accaduto, nel giro di una notte, per reintrodurre i rimborsi elettorali e sconfessare il referendum del '93''. L'autoriforma dei partiti, secondo Bonino, puo' essere spinta dalla paura di ''essere travolti dalla rabbia dei cittadini'', ma l'intervento, aggiunge, verra' limitato ''al solo finanziamento pubblico.
E invece dovremmo parlare della presenza dei partiti nelle Asl, delle nomine nelle municipalizzate, degli accordi e delle spartizioni con il mondo degli affari''. La ricetta radicale e' quella di ''azzerare il sistema attuale. Per il resto, torniamo alla Costituzione. Bersani dice che e' la piu' bella del mondo , ma e' anche la meno applicata. Ripartiamo allora dall'articolo 49, che prevedeva la democrazia interna. Le forze politiche dovevano diventare soggetti con personalita' giuridica, dunque con precisi obblighi anche dal punto di vista dei bilanci. E invece sono rimasti enti privati che gestiscono fondi pubblici sotto la forma ipocrita dei rimborsi elettorali''.