ROMA, 29 LUG – Divisioni interne alla Lega tra 'cerchio magico' e maroniani'? ''Io sono del 'cerchio operaio'…''. Risponde cosi' l'eurodeputato della Lega, Mario Borghezio, ai cronisti a Montecitorio che lo interpellano sul consiglio federale del Carroccio che si terra' nel pomeriggio a via Bellerio e sulle ipotesi di ''fratture'' interne al partito.
L'esponente leghista racconta di essere appena tornato dall'ambasciata di Norvegia, dove e' andato a portare le sue scuse per l'effetto delle sue frasi ''male interpretate'', anche se ammette che ''stavolta l'ho fatta un po' fuori dal vaso''. E si ferma a discutere anche delle presunte 'fratture' interne al suo partito.
''Bossi ci ha detto sempre, fin dall'inizio – spiega Borghezio – di essere operai della politica''. Una ''frattura vera, politica, non c'e'. Semmai ci sono leghisti che discutono su opinioni diverse ma che hanno un obiettivo comune''. E se anche esistessero dei problemi, ''ritengo che sia dovere di ogni buon leghista stare dalla parte di Bossi senza se e senza ma''. La ''nostra ragione sociale – insiste – non e' quella della scelta del capogruppo ma lavorare per dare piu' liberta' possibile alla Padania''. In ogni caso, ''conosciamo al saggezza e la lungimiranza di Bossi'' che sara' in grado di ''archiviare ogni polemica'', anche quella sui ministeri con il Capo dello Stato. Iniziativa che peraltro ''non ha niente di eversivo''.
