Libia. Bossi vuole mandarci i caschi blu, La Russa ripete: “Niente armi e il patto rimane”

ROMA – ”Io invierei i caschi blu dell’Onu”. “Non forniamo armi a Tripoli, ma il patto di amicizia rimane”: sono queste le ricette di Umberto Bossi e Ignazio La Russa sulla crisi in Libia, rispettivamente ministro delle Riforme e della Difesa.

Uno dice che mandare i soldati delle Nazioni Unite sarebbe la soluzione  ”per fermare il genocidio in Libia”, l’altro si preoccupa di assicurare che il trattato firmato a Bengasi con l’Italia resti.

”Non abbiamo motivo di dubbio che il trattato rimanga”, ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa. ”Avevamo un accordo forte con l’Egitto e lo stanno rispettando – ha aggiunto il ministro – e ci auguriamo che in ogni caso la Libia continui a esserci e non abbiamo motivo di dubbio che il trattato rimanga”. ”Il trattato – ha detto ancora – c’è , il problema è  la sua applicazione”. E a chi gli chiedeva del fatto che nel trattato fosse prevista la fornitura di armi La Russa ha risposto: ”in questo momento non stiamo fornendo armi alla Libia”.

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