ROMA, 18 LUG – Il voto sull'arresto di Alfonso Papa, il rilancio delle riforme, il rimpasto di governo e anche il decreto rifiuti. Non sono pochi, questa settimana, i temi al centro della tradizionale cena del lunedi' ad Arcore.
I vertici della Lega, Umberto Bossi in testa, si presenteranno a Silvio Berlusconi per fare con lui il punto sull'azione di governo. E, dopo un pomeriggio trascorso negli uffici di via Bellerio, metteranno sul tavolo richieste e veti.
L'argomento piu' urgente e piu' scottante, per entrambi gli alleati di governo, sara' di sicuro il voto previsto per mercoledi' in Aula alla Camera sull'arresto di Alfonso Papa per l'inchiesta sulla P4.
La posizione da assumere sta creando non pochi grattacapi al Carroccio, come testimoniato dalle dichiarazioni espresse in pubblico dallo stesso Bossi.
Perche' se la base e una larga parte dei parlamentari chiedono al Senatur di mantenere la linea favorevole all'arresto, appare chiaro a molti quanto il precedente possa essere pericoloso.
Perche' dopo Papa ci sara' anche il voto sul braccio destro di Tremonti, Marco Milanese. E allora concedere il via libera ai magistrati potrebbe minare anche la stabilita' del governo.
Berlusconi cerchera' di convincere l'alleato a negare in Aula l'autorizzazione. Ma quand'anche il Senatur si lasciasse in extremis persuadere, potrebbe difficilmente evitare che una pattuglia di parlamentari del Carroccio si schieri comunque a favore dell'arresto, trincerandosi dietro il voto segreto.
Fervono intanto le trattative alla Camera anche per fare rientrare il 'no' della Lega al decreto rifiuti. Se ne parlera' probabilmente ad Arcore. Ma il fatto che nessun leghista si sia iscritto oggi in Aula a parlare nell'ambito della discussione generale sul provvedimento, e' l'ennesimo segnale che cosi' com'e', il testo ricevera' dal Carroccio una sonora bocciatura.
Sul fronte delle riforme, invece, Bossi e i suoi ridanno nuovo slancio alle loro battaglie. E nello stesso giorno in cui annunciano l'inaugurazione a Monza, sabato prossimo, delle sedi distaccate dei ministeri di Economia, Riforme e Semplificazione, emerge la bozza di una complessiva riforma costituzionale delle istituzioni preparata da Calderoli e firmata da Bossi.
Un testo che risponde tra l'altro all'ondata anti-Casta di questi giorni, proponendo un taglio drastico al numero dei parlamentari e legando le indennita' al lavoro effettivamente da loro svolto.
La bozza di riforma sara' gia' domani sul tavolo del preconsiglio dei ministri. Anche se, segnalano da ambienti della maggioranza, la Lega ha imposto un'accelerazione rispetto a un testo che ancora deve essere vagliato dall'alleato Pdl. Lo segnala anche Fabrizio Cicchitto: ''Il progetto richiede uno studio approfondito da parte delle forze politiche che compongono la maggioranza'', dice. Ma intanto Calderoli esulta: ''Siamo passati ai fatti''.
Anche sulle riforme si misurera' la tenuta del governo, nei giorni in cui la crisi economica rilancia dialoghi sotterranei intorno a ipotesi di governi tecnici. E sulle riforme Bossi cerca di ricompattare i suoi e dare un segnale ai militanti, dopo la prova non esaltante delle amministrative, che ha fatto per la prima volta emergere alcune crepe interne al partito.
Anche per questo, tra le cose che Bossi tornera' a chiedere a Berlusconi ad Arcore, c'e' un rimpasto di governo che faccia spazio al capogruppo Marco Reguzzoni. Una mossa che porterebbe alla presidenza del gruppo alla Camera il maroniano Giacomo Stucchi. E risolverebbe definitivamente, almeno li', le tensioni delle ultime settimane.