Bossi il paciere: 'Reguzzoni resta, per ora'

ROMA, 22 GIU – Alla fine ha vinto Umberto Bossi. Il 'caso Reguzzoni' si risolve cosi': Roberto Maroni incassa la mancata nomina di Giacomo Stucchi alla guida dei deputati leghisti, mentre il 'senatur' con tempi e modalita' da politico accorto da' l'ennesima dimostrazione che nella Lega Nord, al di la' degli striscioni pro-Maroni a Pontida, e' sempre lui a dettare legge.
Marco Reguzzoni ottiene la riconferma a capogruppo del Carroccio a Montecitorio e vince una battaglia che tutti pensavano fosse destinato a perdere. L'assemblea dei deputati lumbard, al termine della giornata, si riunisce e stabilisce una investitura a termine per il giovane parlamentare lombardo: a dicembre dovra' lasciare l'incarico e soprattutto spazio ad altri.
La conferma di Reguzzoni e' avvenuta per acclamazione ma, secondo quanto si apprende, sarebbe stato Bossi a suggerire questa soluzione: un modo per evitare che si votasse ed emergessero divisioni all'interno del gruppo. Molti deputati, infatti, gia' ieri avevano chiesto il voto perche' certi di mettere in minoranza l'esponente del cosiddetto 'cerchio magico'. La votazione era sponsorizzata dallo stesso Maroni: ''Abbiamo un regolamento – ha spiegato in mattinata – che prevede che ogni anno si proceda alla votazione del capogruppo. Io, ad esempio, sono stato votato nel 2006 e poi nel 2007''.
Sono state le voci di divisioni a mettere in allarme Bossi. Cosi' nel corso della riunione di oggi il 'capo' si e' espresso a favore di Reguzzoni, bloccando il voto. Anche se un ulteriore intervento nella sala del gruppo ha determinato l'imposizione di un limite temporale al mandato di Reguzzoni.
Il leader lumbard ieri aveva preferito non pronunciarsi per capire quale era la situazione all'interno del partito: ''Dopo un po' di tempo si vota'', aveva detto. Oggi ha continuato sulla stessa linea: ''Hanno votato e ha vinto Reguzzoni. Sono soddisfatto''. Insomma, come ha detto domenica dal palco di Pontida, ''la Lega non e' rotta ma unita''.
La lezione sembra averla compresa bene Reguzzoni. ''Nella Lega c'e' solo Bossi – spiega ai giornalisti lasciando Montecitorio – e io sono bossiano integralista''.
Di certo nel Carroccio ci sono forti fibrillazioni. Malgrado la smentita di Bossi in merito alle richieste di commissariamento per Lombardia e Veneto, non si attenuano le voci di pressioni messe in atto da parte di Rosi Mauro e del 'cerchio magico' per sostituire il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgietti. Sarebbe questa l'azione che ha poi dato il via alla reazione energica di Roberto Maroni e di un nutrito gruppo di parlamentari lombardi. Sullo sfondo c'e' poi anche l'attivismo del gruppo dei veneti, reduce dai successi delle amministrative e in cerca di riconoscimenti all'interno delle strutture di partito.
La sensazione e' che nel partito sia in corso una prova di forza tra correnti. Tutte operazioni che Bossi consente sapendo di avere in mano le redini del gioco.

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Alberto Francavilla