ROMA, 16 GIU – Un 'pollice verso', come quello che erano soliti usare gli imperatori romani per decretare la morte di un gladiatore sconfitto e ferito. Non si capisce pero' se stavolta sia rivolto al Governo o ai giornalisti. Umberto Bossi gioca con l'ambiguita' di quei gesti che spesso adotta per rispondere alle domande scomode o per lasciare nella suspense i propri interlocutori e cosi' lancia l'ennesimo segnale a Silvio Berlusconi sulla tenuta della maggioranza.
''Il governo va avanti?'', gli viene chiesto. E il Senatur mostra il 'pollice verso il basso'. I giornalisti restano interdetti e ripetono la domanda. Il ministro, seduto in automobile, li guarda e ripete il gesto mentre le telecamere riprendono la scena.
''Ma no, era rivolto soltanto a voi giornalisti''. Precisa prontamente l'ufficio stampa leghista chiamato in causa per risolvere il giallo. Sara', ma dopo meno di un'ora e' il ministro dell'Interno Roberto Maroni a tornare sull'argomento e a rinviare ogni interpretazione del 'pollice verso' al raduno leghista di domenica: ''Rimando a Pontida'', spiega sorridendo Maroni mentre stringe il braccio al premier in conferenza stampa a palazzo Chigi. ''E Berlusconi – aggiunge – ascoltera' attentamente''. parole che all'interno del partito, secondo qualcuno, a Pontida potrebbero trasformarsi in un possibile avviso al Cavaliere: questo e' l'ultimo giro, dal 2013 serve un passo indietro e l'annuncio di un nuovo leader. Ma nella maggioranza c'e' il sospetto che si tratti semplicemente di una strategia per aumentare l'attesa per la 'svolta' di Pontida.
Il 'capo', come viene chiamato Bossi all'interno del partito, dovra' segnare il cammino e soprattutto dare risposte alle aspirazioni della sua base. Il senatur dovra' ricompattare le varie anime leghiste: Roberto Maroni appare sempre piu' duro nei confronti di Berlusconi e della politica economica di Giulio Tremonti; Roberto Calderoli, pur sempre critico con il Pdl, e' concentrato ad incassare il federalismo. Molto attivo e' l'ex ministro Luca Zaia: i veneti appaiono i meno entusiasti dell'attuale asse con il Pdl. Piu' coperti ed allineati restano il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni ed il governatore del Piemonte Roberto Cota.
Forse anche per questo sara' soltanto Bossi a prendere la parola a Pontida. Un modo per ricompattare il partito attorno alla figura del suo leader storico. Il Carroccio infatti si trova ad affrontare un momento difficile e il 'capo' sa che deve piantare paletti solidi per riportare entusiasmo nel movimento. All'interno della Lega si fanno ipotesi sui temi che tocchera': dallo spostamento dei ministeri con la raccolta di firme alla promessa di varare quanto prima la riforma fiscale. Ci sono poi l'attuazione del federalismo e il 'ritiro' dalla Libia.
Sono tutti argomenti che vengono dati per scontati. Ma la 'svolta' vera e' attesa in merito ai rapporti con il Pdl e con Silvio Berlusconi. Parole dure che parte della base si attende da Bossi e che Berlusconi – come dice Maroni – ''ascoltera' attentamente''.