ROMA, 7 GIU – La tanto attesa ''svolta'' non e' arrivata. Di toccare le tasse per il momento non se ne parla, tutt'al piu' si discute nuovamente del trasferimento di qualche ministero al Nord. Dopo il vertice di Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, la Lega Nord mastica amaro e cerca una via di fuga per uscirne indenne davanti ai propri elettori.
Cosi', per giustificare la mancata rivoluzione fiscale, sotto accusa mette il premier e il ministro Giulio Tremonti perche' – spiega il senatur – ''sono loro a dover trovare la quadra''.
Il Carroccio vuole mostrare alla sua base un cambio di rotta, soprattutto sulla politica economia. Deve convincerla che la svolta e' davvero alle porte. Ma l'operazione non e' semplice (vedendo anche la reazione dei militanti su Radiopadania freddi sulle proposte della dirigenza), in particolare dopo che dall'atteso incontro di ieri non e' scaturita alcuna ''decisione operativa''.
Cosi', a sorpresa, Bossi chiama in causa direttamente il responsabile dell'Economia che – spiega – ''dovra' trovare il modo di ridurre un po' le tasse per le famiglie e per le imprese''. E' quello che ci si attendeva dal vertice di Arcore, ma c'e' anche la consapevolezza che gli spazi di manovra sono limitati perche' – ammette Bossi – ''Tremonti dovra' coniugare la riduzione delle tasse con il rigore dei conti''.
La tensione e' alta. Alle porte c'e' il raduno del 19 giugno a Pontida. In quell'occasione il leader leghista e' chiamato ad ''un annuncio epocale'' ma al momento tutto lascia pensare che l'attesa si traduca nella raccolta di firme per trasferire alcuni dicasteri al Nord.
Il ministro Roberto Calderoli ha depositato in Cassazione la richiesta per una ''proposta di legge sulla territorializzazione dei ministeri'', spiegando che la raccolta delle 50mila firme necessarie partira' proprio a Pontida.
Intanto, Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni circolate in merito alla approvazione di un provvedimento ad hoc nel prossimo consiglio dei Ministri per spostare immediatamente al Nord gli uffici dei ministeri che fanno capo a Bossi e Calderoli.
Bossi e' consapevole che la base leghista si attende qualcosa in piu' sull'economia ma sa di non poter fare promesse: ''Dovremo stare molto attenti – spiega in un colloquio con la 'Padania' – perche' non dobbiamo tenere conto solo dell'Europa. Contano anche i grandi mercati: Londra, New York. Quindi bisogna essere cauti''.
Il Carroccio vuole tagliare tutte le spese giudicate 'insostenibili' con l'attuale situazione finanziaria, come quelle per le missioni militari all'Estero (su tutte l'intervento in Libia e la dispendiosa presenza in Libano). Allo stesso tempo si punta a recuperare il rapporto con il mondo delle imprese. La Lega ha presentato una mozione per chiedere ''maggiore flessibilita' nelle procedure di riscossione coattiva nei confronti di quegli imprenditori in difficolta', dando la possibilita' al debitore di concordare con Equitalia un piano di rateizzazione idoneo''. Un modo per dare respiro a chi e' in difficolta'. Sotto accusa c'e' la societa' guidata da Attilio Befera, recentemente confermato da Tremonti alla guida dell'Agenzia delle Entrate.
In questo clima, infine, non ha fatto piacere alla Lega la bocciatura del Governo, attraverso il ministro Altero Matteoli, della proposta di legge che prevede la regionalizzazione del capitale Anas e l'introduzione del pedaggio per il Grande raccordo anulare di Roma e la Salerno-Reggio Calabria.