ROMA – ''Basta con questo falso problema. Basta con contrapposizioni anacronistiche che non hanno ragione di esserci. Nessun imprenditore vuole licenziare, per me imprenditore i dipendenti sono un capitale, una risorsa, non c'e' contrapposizione''. Lo afferma l'ex ministro Michela Vittoria Brambilla, in un'intervistata al Giornale sul tema della riforma del lavoro e sull'articolo 18, sul quale ''i sindacati fanno una battaglia di retroguardia''.
''Non nego il ruolo del sindacato ma in un momento come questo – aggiunge Brambilla – deve dare prova di sensibilita' e maturazione''. ''Le imprese devono poter assumere senza questo assurdo cappio – rileva l'ex ministro riferendosi all'art.18 – . Bisogna rendersi conto che maggiore flessibilita', in entrata ma anche in uscita, spinge l'imprenditore a fare investimenti con un margine di rischio piu' accettabile''. Quanto alle misure da prevedere nella prossima riforma, la Brambilla suggerisce ''un apprendistato esteso nel tempo, con maggiori e concrete agevolazioni''.
Il contratto di apprendistato dovrebbe passare da tre a quattro anni e si dovrebbe ''andare oltre la soglia dei 29 anni'', con ''piu' incentivi, sia per chi assume sia per chi stabilizza i contratti''. Inoltre, ''il problema del cuneo fiscale non e' stato preso in considerazione – rileva Brambilla – e poi occorre una lotta seria al lavoro nero''.
