
Per il momento si tratta di un autorevole rilievo venuto dal Colle. Ma gia’ domani, nell’aula in cui si celebra il processo al neoministro Aldo Brancher per il tentativo di scalata ad Antonventa, le parole di Giorgio Napolitano potrebbero diventare argomento di discussione davanti ad un giudice. Le ragioni per cui il neoresponsabile del Dicastero del decentramento e attuazione del Federalismo ha chiesto ieri un rinvio a causa del legittimo impedimento (l’organizzazione dello stesso Ministero) potrebbero diventare oggetto del contendere tra le parti al cospetto del giudice Anna Maria Gatto, davanti alla quale Brancher e’ imputato per appropriazione e ricettazione, mentre la sua compagna Luana Maniezzo deve rispondere solo di ricettazione.
Le parole del presidente della Repubblica sono inequivoche dal punto di vista politico e potrebbero diventare oggetto di disputa anche procedurale e giudiziaria: ”In rapporto a quanto si e’ letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell’on. Aldo Brancher alla facolta’ prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento si rileva che non c’e’ nessun nuovo Ministero da organizzare, in quanto l’on. Brancher e’ stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”.
Puntuale e’ giunta, tuttavia, la precisazione del collegio difensivo del neoministro: la richiesta di legittimo impedimento ”sara’ discussa domani in aula da un punto di vista tecnico”, spiega uno dei legali di Brancher, ma non e’ motivata con la necessita’di organizzare il nuovo Ministero, bensi’ ”con l’esigenza di portare avanti le norme riguardanti le riforme costituzionali”. L’avvocato Filippo Dinacci ha infatti spiegato che, nella lettera della Presidenza del Consiglio allegata alla richiesta di legittimo impedimento, si fa riferimento al numero dei disegni di legge in tema di riforme allo studio dello stesso Brancher e non, in senso stretto, alla necessita’ di organizzare il Ministero. Dinacci ha anche osservato che Brancher aveva fornito una data in cui sarebbe stato disponibile a essere in aula, il 17 ottobre”. Un altro legale di Brancher, Piermaria Corso, ha poi aggiunto che ”tutte le questioni procedurali saranno esaminate domani nel corso del dibattimento”. ”Se qualcuno riterra’ di introdurre nella discussione – ha osservato – i rilievi posti dal Quirinale sara’ il giudice a valutarli”.
Il pm Eugenio Fusco, gia’ domani in aula potrebbe sollevare l’eccezione di legittimita’ costituzionale della legge sul legittimo impedimento e forse chiedere anche la separazione della posizione di Brancher da quella della compagna. Il neo ministro e la moglie sono finiti sotto processo per alcuni versamenti tra il 2001 e il 2005 per una cifra complessiva di oltre un milione di euro: 600 consegnati in contanti da Gianpiero Fiorani e dai suoi collaboratori, il resto versati sui conti correnti come plusvalenze per operazioni di mercato costruite dai vertici dell’ex Bpl.
