Canone per i pc, Libero: “Tocca al governo rimediare, non alla Rai”

ROMA – La Rai ha provato a fare retromarcia: il canone per i pc vale solo per quelli adattati a ricevere programmi tv. Ma in realtà la mossa potrebbe non bastare. Spiega Davide Giacalone su Libero che la norma vivrà finchè resterà dov’è attualmente, ossia nel decreto Salva-Italia. Insomma, siccome il canone per pc è legge, o il governo provvede a modificare la norma oppure non versare quanto dovuto equivarrebbe a evadere un’imposta. Nel mirino l’articolo 17 di quel decreto, fortemente voluto, dice Giacalone, dalla “lobby Rai”. L’articolo in questione precisa che le imprese e le società che hanno un pc o uno smartphone nella loro sede adatto a ricevere i programmi tv devono inserire nella dichiarazione dei redditi il numero dell’abbonamento speciale.

Secondo Giacalone però la legge pretenderebbe il non dovuto: in uffici e imprese il canone non deve essere versato, neanche se c’è un televisore. L’abbonamento speciale invece è richiesto solo a quegli esercizi che attirano clienti con la tv: dagli alberghi fino ai negozi di apparecchi televisivi. Ora il governo dovrà porre rimedio alla situazione. Continua Giacalone: “Ecco perché dico che ci sono gli estremi per una class action:un’azienda dello Stato chiede ai cittadini e alle imprese quel che non è dovuto”.

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Elisa D'Alto