ROMA, 3 AGO – ”L’unico motivo che mi spinge a chiedere la remissione del fascicolo e’ l’aggressione che l’intero ufficio della Procura di Roma ho notato sta subendo”. Cosi’ il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo spiega in una lettera al Procuratore capo Giovanni Ferrara il motivo che lo ha spinto ha lasciare l’inchiesta sugli appalti Enav.
Nella lettera Capaldo esprime ”rammarico” perche’ si sarebbe cosi’ realizzato ”quanto riferito in una telefonata intercettata, e ora agli atti della Procura di Perugia, nella quale si parlava di ”una bastonata sui denti” che sarebbe arrivata al magistrato ”dalla guardia di Finanza” per costringerlo a lasciare l’inchiesta.
La telefonata era tra Borgogni e Martini, rispettivamente capo relazioni esterne di Finmeccanica e presidente Enav.
”Rimane il rammarico che si realizzi quanto riferito nella telefonata intercettata il primo luglio 2010 tra Borgogni e Martini, rispettivamente capo delle relazioni esterne Finmecanica e presidente Enav: in quella telefonata -spiega il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo nella lettera a Ferrara – Martini informava Borgogni che a me sarebbe arrivata una bastonata sui denti dalla Guardia di Finanza per cui sarei stato costretto a rinunciare alla delega al processo”.
”Questa telefonata, il cui testo e’ stato trasmesso alla Procura di Perugia, per me fino ad ora ha rappresentato l’unica ragione di volere mantenere la co-delega unitamente agli altri colleghi nel procedimento Enav”, conclude Capaldo nella lettera.
