Capezzone: "Sinistra estranea a violenze ma succube"

ROMA, 16 OTT – "Va riconosciuto alla sinistra politica di essere totalmente estranea alle violenze di ieri: chi sostenesse il contrario condurrebbe una polemica sleale e sbagliata": lo dice Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.

"Ma, culturalmente parlando, la sinistra italiana – aggiunge – merita un'accusa diversa (e a mio avviso anche più grave, perché più di fondo), e cioè quella di essere culturalmente e psicologicamente succube delle spinte massimaliste. Vale per il giustizialismo, e vale sul terreno economico e sociale: alla fine della fiera, i giornali, i media vicini alla sinistra, i maitres à penser di quell'area finiscono sempre per veicolare tesi antiliberali e antimercato. No global, no-tav, no privatizzazione dei servizi pubblici locali, no grandi opere: è sempre la cultura del no che vince a sinistra, offrendo un'autostrada mediatica a chi vuole alzare i toni, a chi si attesta su posizioni antisistema, esponendosi fatalmente al rischio di infiltrazioni violente".

Secondo Capezzone "se si vogliono arginare fenomeni e degenerazioni come quelle di ieri, serve non solo un solido approccio non-violento, ma anche un approccio riformatore sui contenuti, che aiuti la sinistra a scegliere la strada della modernizzazione e delle riforme. Su questo terreno, anche il centrodestra ha i suoi ritardi e le sue contraddizioni (e sarà bene parlarne), ma certamente molto minori, incomparabilmente minori rispetto a una sinistra che da anni si fa dettare la linea da Repubblica, dal partito dei Pm, da Di Pietro, dai Viola, dai girotondi, dai no global, dai no tav, e dall'ultimo che grida".

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Emiliano Condò