Capi uffici giudiziari: troppi poteri al ministro su nomine, altolà dal Csm

Poteri troppi ampliati del ministro della Giustizia nel delicato campo delle nomine dei capi degli uffici giudiziari. Così si rischia di «pregiudicare le competenze che l’articolo 105 della Costituzione assegna al Csm».

L’altolà sulla norma contenuta originariamente nel ddl di riforma del processo penale ma che ora è finita nella legge di conversione del dl sulle sedi disagiate arriva dalla Sesta Commissione del Csm. Ed è contenuto in un parere che sarà discusso giovedì prossimo dal plenum in una seduta straordinaria, visti i probabili tempi stretti in cui il Parlamento dovrà discutere e approvare il provvedimento.

Una presa di posizione che giunge proprio all’indomani delle critiche rivolte dal ministro Alfano al sistema delle correnti della magistratura che con il loro peso all’interno del Csm condizionerebbero nomine e carriere dei singoli magistrati,mettendone a rischio la loro stessa indipendenza.

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