ROMA, 20 SET – ''Da questa sera sono in sciopero della fame e della sete''. Il leader dei Radicali Marco Pannella rilancia la sua battaglia non violenta sullo stato delle carceri. E, alla vigilia della seduta straordinaria del Senato, annuncia la ripresa dello sciopero della sete per ribadire con forza la richiesta dell'amnistia, provvedimento ''non negoziabile''.
''L'amnistia – spiega Pannella – e' l'unico strumento per interrompere la flagranza della violenza criminale e assassina dello Stato nei confronti del popolo''. Uno strumento che per il leader radicale deve ''preludere a una serie di provvedimenti per la giustizia''. Soprattutto se si considera, come ricorda accanto a lui Emma Bonino, che sull'Italia pendono 1.095 condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo per la durata eccessiva dei processi, contro le 278 condanne della Francia, le 54 della Germania e le 11 della Spagna. Pannella, nel ribadire l'amnistia come ''atto obbligato'', non si fa sfuggire l'occasione per replicare a chi sulla stampa parla dell'amnistia come possibile 'salvacondotto' per convincere Berlusconi a lasciare il governo. ''Ho sempre detto – afferma – amnistia per tutti. Quelli mi dicevano: 'anche per Berlusconi? allora sei venduto…'. Ma a 'sti poveracci dico: 'Che ci posso fare se chiedo amnistia per tutti?'''. Poi aggiunge: ''Siamo arrivati a un punto per cui se tutti questi processi vanno avanti saremo appestati ancora a lungo''.
Infine, il leader Radicale si rivolge al Garante per le comunicazioni: ''Dico al presidente, al garante: vergognati, vergognati, vergognati. E lo dico facendo riferimento alle tue funzioni, che esponi a ridicolo''.
