Carceri, sindacato polizia penitenziaria: “Raggiunto triste record di 65 mila detenuti”

«Oggi, (16 ottobre ndr) quasi sicuramente, le duecento e più carceri italiane supereranno la soglia delle 65 mila presenze di persone detenute, cifra mai raggiunta nella Storia del Paese. E raggiungeranno questo triste record nell’indifferenza della classe politica e degli organi deputati a monitorare la situazione».

Lo sottolinea il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe, rilevando che il dato del 15 ottobre era di 64.979 presenze, ciò nonostante le Regioni che hanno superato il limite “tollerabile” sono scese ad 11 rispetto alle 12 del mese scorso.

Una “situazione paradossale” osserva Donato Capece leader del sindacato «che si può spiegare con l’intensa attività di trasferimenti di detenuti da un carcere all’altro che il Dap sta svolgendo da tempo e che fino ad ora è stato l’unico provvedimento che l’Amministrazione penitenziaria è stata in grado di attuare per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri».

«Nessun provvedimento sostanziale per deflazionare le carceri ha preso il Parlamento italiano, che pure ha visto moltissimi suoi componenti visitare i penitenziari italiani lo scorso 15 agosto. Alle (loro) dichiarazioni di intenti per risolvere le criticità del carcere non hanno fatto seguito fino ad oggi fatti concreti. Non si è stati in grado di trovare soluzioni politiche e amministrative per evitare il tracollo del sistema penitenziario italiano».

Il Sappe, però continua ad auspicare «che, nonostante tutto, si raggiunga a breve un accordo bipartisan, dopo discussioni serie, responsabili, a costo di non rivolgere lo sguardo ad immediati consensi elettorali, certi che solo l’onestà politica ed intellettuale possa essere l’unica arma contro l’omicidio che si sta perpetrando nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, Corpo di Polizia dello Stato carente di ben 5 mila unità».

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